Canale d’Agordo (Belluno) – Un museo per Papa Luciani. L’esposizione è stata allestita nel fabbricato che anticamente ospitava la sede della Confraternita dei Battuti e in seguito il Municipio, già di proprietà del Comune, luogo ideale sia per la posizione, ben visibile sulla piazza, sia per il carattere dell’edificio stesso. Si tratta, infatti, di una struttura di notevole dignità architettonica di impronta quattrocentesca e adiacente alla chiesa.

Il palazzo, sottoposto a vincolo ambientale, paesaggistico e storico, si sviluppa su quattro piani comprendenti una superficie di circa 380 mq destinati a mostra e di circa 600 mq riservati al Centro Studi.

I lavori, iniziati nel 2011, hanno comportato importanti interventi strutturali riguardanti le fondamenta, i solai – rinforzati ad ogni piano – e la copertura – con la sostituzione delle travi lignee. Il tetto è in legno di larice con copertura tradizionale ricomposta in scandole, assicelle ottenute a spacco e disposte in triplo strato.Le superfici esterne sono state conservate e sono caratterizzate da stipiti in dolomia – pietra tipica delle Dolomiti – e intonaci “clettati” (rasati) a calce.

Accanto al fabbricato principale è presente un altro corpo edilizio che viene utilizzato per svolgere le varie attività di servizio indispensabili al Museo, con l’obiettivo di creare un polo culturale, necessario sia al paese, sia ai molti pellegrini e turisti che da tempo frequentano Canale d’Agordo.

Si tratta dell’ex albergo Cavallino, donato al Comune dalla signora Lina Zandò, oggetto di importanti interventi che hanno portato alla definizione di un nuovo profilo architettonico ispirato alle forme tondeggianti della vicina chiesa neorinascimentale di S. Giovanni Battista (opera dell’architetto Giuseppe Segusini). La nuova facciata è stata rivestita con frangisole in legno di larice, che ha la funzione di connotare distintamente l’edificio e di facilitarne l’inserimento paesaggistico.

I lavori di ripristino degli stabili sono stati di carattere conservativo, per dare nuova luce pur mantenendo il profilo originale, studiati nel pieno rispetto dell’ambiente e degli stilemi della tradizione architettonica locale, grazie all’utilizzo di materiali compatibili con quelli originali, affiancando così vecchio e nuovo in una contaminazione di stili.

Il complesso, dall’atmosfera arcaica e maestosa, ma al contempo calda e accogliente, appare dunque perfettamente adatto ad inquadrare Albino Luciani, quasi come si trattasse di una “grande casa” costruita apposta per accogliere lui e i visitatori, esaltando il valore iconico della figura del Santo Padre.

L’esposizione permanente ha come obiettivo quello di far conoscere la vita, la formazione e l’insegnamento di Papa Giovanni Paolo I, così da descriverne la profonda preparazione culturale, l’attenzione verso i bisognosi, la semplicità, l’umiltà, la trasparenza dell’operato e la grande sensibilità pastorale.

“Per riuscire a raccontare la vita, il percorso culturale e religioso del Santo Padre e per trasmettere i valori e le opere che lo hanno reso profondamente amato da tutti, abbiamo voluto creare un’atmosfera calda e coinvolgente, grazie allo studio di un percorso che non fosse esclusivamente scientifico e didattico con documenti ed oggetti di vario genere, ma che fosse anche emotivamente pregnante con filmati e audio che ripropongono la voce di Albino Luciani”, spiegano Marino Baldin e Loris Serafini, curatori del Museo.

Fondamentale è il coinvolgimento emotivo, ottenuto attraverso filmati originali e contributi audio selezionati che danno origine a un percorso sensoriale innovativo in cui oggetti, musiche, scenografie e la pacata voce del Santo Padre, nei suoi discorsi più significativi, avvolgono facendogli assaporare l’atmosfera di quei tempi.

La grandezza della figura di Albino Luciani emerge anche dalla conoscenza del contesto stesso in cui è nato e cresciuto, l’antica Pieve di Canale d’Agordo, che vide maturare la sua personalità e la sua vocazione.

Nelle due stanze del seminterrato il progetto museale illustra la storia e il tessuto culturale della Valle del Biois, presentando anche la vita di altre importanti personalità.Nella prima stanza viene descritta la storia di Pieve di Canale, il centro principale della vallata, nonché l’unica Parrocchia di un tempo.
La seconda stanza è invece dedicata ad alcuni illustri personaggi che nel tempo si sono distinti in campo artistico, culturale e religioso.

Ad articolare i tre ambienti del primo piano sono la storia di Canale d’Agordo e la vita di Albino Luciani nel suo paese natale, dall’infanzia fino alla sua ordinazione sacerdotale.
Nella prima stanza viene illustrata l’opera pastorale dei parroci don Antonio Della Lucia e don Filippo Carli, due punti di riferimento per il giovane Albino.vLa seconda e la terza stanza sono riservate al periodo degli studi fino alla consacrazione di Luciani e al periodo che trascorse nella diocesi di Belluno.

Nel primo ambiente vengono raccontati gli undici anni di episcopato nella diocesi di Vittorio Veneto, con l’esperienza del Concilio Vaticano II e i nove anni trascorsi da Luciani a Venezia come Patriarca, con la nomina a Cardinale avvenuta nel 1973.

In un piccolo locale è ospitata la ricostruzione ambientale del Conclave del 1978 che lo vide salire al Soglio di Pietro e nell’ultima stanza rivive il Pontificato di Giovanni Paolo I con tutti i suoi momenti più toccanti, fino alle testimonianze di devozione dei fedeli, che lo ricordano sempre con affetto.

Al terzo piano è possibile approfondire la vita e gli insegnamenti di Albino Luciani, ascoltando i suoi discorsi o rivedendo le immagini originali del periodo del suo episcopato e pontificato.
Qui, è possibile inoltre consultare su richiesta, anche l’apposita biblioteca specializzata su Giovanni Paolo I.
Una sezione è adibita ad area ricreativa per bambini.