Per la prima volta in Italia, Palazzo Magnani rende omaggio, con oltre 150 immagini e 80 riviste, a Walker Evans, uno dei grandi autori del Novecento e pioniere della fotografia moderna, dell’editing, della scrittura e del design grafico, che lungo le strade degli Stati Uniti ha scattato alcune delle sue immagini più famose.

Le mostre intendono indagare il sapore realistico e la valenza socio-culturale della ricerca fotografica di Walker Evans e il suo apporto alla storia della fotografia americana e a quella italiana.

Il fotografo americano è celebrato attraverso due distinte esposizioni.

La prima, Walker Evans. Anonymous, curata da David Campany, Jean-Paul Deridder e Sam Stourdzé (Catalogo Steidl), presenta il lavoro foto-redazionale sviluppato da Evans su numerose riviste americane a partire dal 1929.

A differenza di molti fotografi Walker Evans non lavorava per i magazine esclusivamente come fotografo; era lui stesso spesso a scegliere il tema, a scrivere i testi, a selezionare le fotografie e a curare l’impaginazione.

Mentre i mass media indugiavano sul culto della celebrità e del consumismo, Evans fotografava anonimi cittadini e la loro vita quotidiana, creando immagini dirette e frontali delle condizioni del paese, con uno stile austero e distaccato privo di ogni forma di idealismo romantico.

I suoi intensi scatti, prevalentemente in bianco e nero, lo hanno consacrato pioniere della fotografia documentale e sono divenuti simboli della cultura americana degli anni del New Deal. In mostra numerose riviste originali, stampe d’epoca, oltre a diversi documenti e materiali che illustrano questo aspetto inedito del lavoro di Walker Evans.

La seconda mostra, Walker Evans. Italia, a cura di Laura Gasparini (Catalogo Silvana editoriale), prodotta espressamente per Fotografia Europea 2016, propone 50 sue fotografie, tra le più famose, provenienti da collezioni pubbliche e private italiane, capaci d’ispirare il linguaggio poetico di molti dei fotografi protagonisti di Esplorazioni sulla via Emilia, da Ghirri a Basilico, da Guidi a Barbieri.

A prova di ciò, saranno esposti alcuni esemplari scatti degli stessi autori italiani scaturiti dalla riflessione sulla lezione del grande maestro americano, insieme a pubblicazioni degli anni Trenta e Quaranta che testimoniano la presenza di Walker Evans nella storia del cinema e della fotografia italiana del dopoguerra.