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Breno (Brescia) – Come già successo nelle ultime settimane, anche questa settimana il Teatro delle Ali di Breno farà il bis, proponendo due spettacoli da non perdere.

Il primo appuntamento, giovedì 31 gennaio alle 20.45, è con la musica di Edith Piaf, magistralmente proposta dagli artisti Laurianne Langevin (voce) e Cyrille Doublet (pianoforte), che nello spettacolo Paris/Piaf ci faranno immergere nelle atmosfere della Ville-Lumières.

Folli amori, amiche fate, liquori forti: quelli di una vita cantata e vissuta tanto intensamente che Edith Piaf, consumata, si spegnerà all’età di quarantasette anni, all’apice della gloria. D’estensione ed espressività prima sconosciute, paradossalmente la sua voce dava ai contemporanei l’impressione di uscire direttamente dal petto di un passerotto, piaf in gergo, l’uccellino a cui l’artista, che non superava il metro e quarantasette di statura, deve il soprannome con cui passò alla storia. Padrona di tutti i cori cantati, di tutti i registri parlati, maestra anche nelle inflessioni del silenzio, la sua voce unica è la cifra, il luogo e l’enigma di questo concerto.

Laurianne Langevin.
Tra i più bei ricordi d’infanzia c’è la danza, lo spazio in cui si danza con quella possibilità di toccare il pubblico. Quando un altro spazio si apre, quello della voce, cantare diventa un’evidenza.
Ha trent’anni quando si trasferisce in Italia. Oltre all’insegnamento del canto e l’attività di concertista, dirige l’ensemble vocale Ubuntu. Incontra Cyrille nel 2016. Francese, pianista, anche lui vive in Italia da dieci anni. Una sera provano Milord in un teatrino di montagna; i loro occhi d’espatriati si riempiono di lacrime: nasceva così Paris/Piaf.

Cyrille Doublet.
Per quanto ricorda ha sempre suonato il pianoforte. Sui banchi della Sorbona dove studia lettere, per le vie nei caffè di Parigi, i suoi vent’anni sono quelli di un musicista con l’amore per la lettura.
Ha trent’anni quando si trasferisce in Italia. Oltre all’insegnamento della musica e l’attività di concertista, dirige alcuni teatri lombardi. Incontra Laurianne nel 2016. Francese, pianista, anche lui vive in Italia da dieci anni. Una sera provano Milord in un teatrino di montagna; i loro occhi d’espatriati si riempiono di lacrime: nasceva così Paris/Piaf.

Diverso registro invece per lo spettacolo di sabato 2 febbraio alle 20.30, quando a farla da padrone salirà sul nostro palco la compagnia internazionale Cirko Vertigo, per lasciarci con il naso all’insù e il fiato sospeso con lo spettacolo Cirque Royal, fatto di acrobazie aeree e “terrestri”.

In un imprevisto gioco che sovverte le leggi di Newton, gli artisti sapranno catturare l’attenzione del pubblico con un’atmosfera effervescente e briosa che fonde e sublima le principali discipline del circo contemporaneo, con un cast internazionale di artisti provenienti da tutto il mondo.

Cirque Royal è spettacolo allo stato puro, fatto di poesia, arte e creatività, in cui circo e intrattenimento s’intrecciano sul filo di una comicità eccentrica, di uno humour che sfiora l’assurdo, tra finzione, magia e realtà. Una sfida all’ultimo equilibrio, all’evoluzione più vertiginosa, al salto più spettacolare, in un confronto tra gusti, stili e sensibilità, a metà strada tra cielo e terra.

In scena si alterneranno acrobati dell’aria e performer abituati a tenere i piedi ben saldi a terra. Bambini come adulti non cesseranno di fantasticare e viaggiare verso mondi lontani ammirando la danza sui tessuti, corpi leggeri che non temono di contrastare e smentire le stesse leggi di gravità.

Dopotutto cos’è l’aria, se non un mondo magico, leggero e infinito in cui far vibrare le corde dell’anima: luogo ideale in cui mettere in scena spettacoli di luci, ombre e talenti in erba? E cos’è la terra se non il palcoscenico di una vita che non conosce certezza ma infinite possibilità di interpretazioni e visioni?

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