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“Sono mamma e nonna e mi preoccupo del futuro dei miei nipoti”: Annemarie Gluderer è un’agricoltrice biologica della Val Venosta e oggi mercoledì 8 settembre incontrerà Papa Francesco insieme ad altri rappresentanti delle oltre 30 di associazioni ed enti che promuovono in Italia la campagna di sostegno all’Iniziativa dei cittadini europei (Ice) “Salviamo le api e gli agricoltori”.

Una raccolta di firme per chiedere che le istituzioni europee, in primis la Commissione e il Parlamento, adottino misure concrete per ridurre in agricoltura l’uso di pesticidi dell’80% entro il 2030 e per arrivare al 2035 con il loro divieto totale.

“Nella mia piccola azienda famigliare produciamo erbe aromatiche e per tisane -racconta-. Siamo biologici, ma abbiamo il problema che intorno a noi ci sono meleti trattati con pesticidi e finiscono per inquinare anche i nostri campi”.

Sei anni fa Annemarie ha dovuto ricoprire i suoi terreni (meno di un ettaro) con le serre, per ridurre la deriva delle nuvole di pesticidi irrorati dalle altre aziende della zona. “Abbiamo anche iniziato e vinto cause legali, ma di fatto non è cambiato nulla”, sottolinea.

“Anche in Val Venosta ci sono aziende agricole che producono con metodi biologici le famose mele -racconta-. È quindi possibile fare agricoltura in modo diverso, più rispettoso dell’ambiente e delle persone che vivono in quelle zone. Certo occorre più attenzione, si fa anche più fatica. E occorre fare nuovi investimenti. Per questo nella petizione si chiede anche che gli agricoltori che scelgono il biologico siano aiutati economicamente”.

Annemarie è partita il 30 agosto da Bolzano per fare un tour in camper che ha toccato diverse città, tra cui Verona, Conegliano, Bologna, Firenze, Assisi e Arezzo. Da oggi è a Roma. Ad ogni tappa incontri e raccolte di firme.

Perché l’Ice abbia un valore giuridico e politico è necessario almeno un milione di firme. In tutta Europa ne sono state raccolte finora poco più di 750 mila (di cui 40 mila in Italia).

C’è tempo fino al 30 settembre per raggiungere il traguardo.

“Ho deciso di espormi e metterci la faccia perché non è più accettabile un’agricoltura che inquina -sottolinea Annemarie-. Molte persone, anche in Val Venosta, sono preoccupate, ma stanno zitte. Spero però che siano sempre più numerose coloro che inizino a impegnarsi, anche solo mettendo una firma”.