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Borgo San Giacomo, Brescia. “La precarietà, la deflazione salariale, il ricatto della delocalizzazione e la riduzione del ruolo pubblico dell’economia ha lasciato i lavoratori soli a condurre una lotta senza speranze.” Scrive Nino Iacovella dopo aver letto con passione e un poco di commozione, senza retorica, le poesie raccolte in “La nostra classe sepolta”, curata da Valeria Raimondi. (Pietre Vive Editore)

Non è un libro da scaffale, da svogliare ogni tanto, c’è nelle pagine la volontà di raccontare, con la sintesi della poesia, il mondo del lavoro di oggi, di lotte sociale perdute, di morti sul lavoro da bollettino dal fronte di una guerra che non si combatte più, che cede dinnanzi all’economia globalizzata e senza ne rispetto ne pietà.

“La nostra classe sepolta”, cronache poetiche dai mondi del lavoro, l’antologia a cura di Valeria Raimondi verrà presentata venerdì 25 ottobre alle ore 21 al Circolo ARCI Cremlino di Borgo San Giacomo, Brescia. Ingresso libero. Pre-cena al circolo alle ore 20.

“La nostra classe sepolta” si prefigura come una raccolta poetica corale, militante e non istituzionale, mossa dalla passione e dalla rabbia, dalla convinzione che ci sia ancora qualcosa da dire e che vada detta.

Il libro raccoglie vari contributi dai mondi del lavoro, in cui la cronaca convive con la poesia per dar voce ai protagonisti di una lotta tuttora in corso. Alcuni degli autori qui raccolti sono scrittori già affermati, altri alla loro prima pubblicazione. Valeria Raimondi, curatrice dell’antologia, ha portato avanti una selezione attenta, emotiva e “intuitiva”, dichiaratamente schierata, la cui prima necessità è quella di raccontare un mondo, anzi i diversi mondi in cui questa lotta ha luogo, mettendone sullo stesso piano e senza particolari distinzioni i protagonisti, per rendere al meglio e con più forza la voce di una classe “sepolta” ma non arresa.

ISTANTANEA

Tra la tangenziale e l’inferno
in un cubo grigio a molte stelle
l’opportuna sede del meeting sul mercato
ed ecco il mercato in forma di torta
e attorno alla torta molti coltelli
e le figure coi coltelli pronte a scannarsi
un uomo scorre febbrile le diapositive
e febbrilmente cita uno scrittore che scrisse:
“non importa se tu non ti interessi della guerra
perché è la guerra che si interessa di te”
un poeta travestito da loro dipendente scrive:
“non importa se voi non leggete le poesie
perché sarà la poesia a leggervi tutti”.  (Christian Tito)

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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