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Torre Pallavicina, Bergamo. Sapete tutto di allocchi, gufi, barbagianni e civette? Sono i rapaci notturni che vivono attorno alle nostre case, i più comunemente avvistati e spesso riconosciuti, nell’immaginario collettivo, come animali della notte aggressivi o porta sfortuna.

Per sfatare le credenze popolari o semplicemente per conoscere da vicino i rapaci notturni in programma al Parco Oglio Nord “La Notte della Civetta” sabato 2 marzo, un’escursione notturna lungo le rive del fiume Oglio, per “invadere” il regno degli abitanti notturni dei boschi fluviali, ascoltare il lamento dei loro richiami d’amore, conoscerne le abitudini e i luoghi frequentati dai pennuti della notte.

Ad accompagnare i partecipanti ci sarà Stefania Capelli raffinata ornitologa e Livio Pagliari giuda e fotografo naturalista. L’appuntamento è alla casa Parco Oglio Nord in via Madonna di Loreto-Torre Pallavicina, Bergamo, alle ore 20. Dopo una presentazione della serata e breve introduzione sui rapaci notturni, con Stefania Capelli e Livio Pagliari, alle 20,45, partenza per l’escursione. La partecipazione gratuita con iscrizione obbligatoria.

I rapaci notturni sono i veri signori della notte, con il loro silenzioso volo trafiggono i nostri sogni. Durante la notte, mentre dormiamo tranquilli, là fuori ci sono vite frementi; ci sono cacciatori e prede; ci sono battiti d’ala tanto fieri e sicuri quanto silenziosi e potenti; ci sono i rapaci notturni. La notte della Civetta è un evento nato in Francia nel 1995, da un’idea del celebre esperto di Civette, Jean Claude Genot, divenuto popolare nel resto d’Europa, sbarca anche in Italia; è l’occasione un raro e prezioso momento di studio, ascolto e osservazione.

Ma per incontrarli bisogna sconfiggere la nostra ancestrale paura del buio, i rapaci notturni si muovono e  cacciano al buio e spesso localizzano la posizione dei roditori  di cui si cibano con l’udito reso finissimo dagli orecchi. La visione stereoscopica  permette loro di calcolare esattamente la distanza che li separa dalla preda su cui si lanciano con potenti battiti d’ala, il particolare piumaggio rende il volo silenziosissimo. I rapaci notturni hanno occhi almeno cento volte più sensibili alla luce di quelli umani, dotati di un grande cristallino e di cornea molto convessa.Le civetta non porta sfortuna! Originariamente era persino un uccello sacro a Minerva, dea della sapienza, emblema del sapere era spesso raffigurata dagli antichi sopra una pila di libri. Il canto lamentoso incriminato dalle leggende popolari, altro non è che il loro verso di richiamo; mentre quello stridere acuto è indice del fatto che sono state disturbate e difendono il territorio. Proprio il territorio che invaderanno sabato i partecipanti audaci della notte della civetta.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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