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Verona. Le note della chitarra, la luce magica della notte e un luogo dal fascino secolare, sono gli ingredienti della “notte delle chitarre”, un evento nell’ambito della rassegna FAI l’estate al Lazzaretto, sabato 13 luglio alle ore 21.10 l’appuntamento è dedicato alla chitarra acustica con “La notte delle chitarre” Ciosi e Andrea Valeri al Lazzaretto di Verona.

Ciosi, al secolo Federico Franciosi, è uno dei maggiori virtuosi del flatpicking una tecnica americana caratterizzata dall’utilizzo del plettro che suona le singole corde anziché tutte insieme. Innamorato della chitarra acustica, strumento che suona con passione sin da giovanissimo, Ciosi perfeziona questa tecnica e la impiega in brani che si ispirano al jazz, al blugrass, al folk e al pop.

Andrea Valeri, considerato uno dei più grandi talenti in circolazione è anche autore, oltre che interprete, di brani che spaziano da composizioni proprie, a riarrangiamenti di celebri canzoni, comprendendo anche duetti con i più importanti nomi del Fingerpicking.

La costruzione del Lazzaretto veronese risale al gennaio 1549. La località in cui fu eretto, Porto San Pancrazio, vicina all’Adige, fu scelta perché sufficientemente isolata e agevolmente raggiungibile attraverso il fiume. Fu progettato, secondo il Vasari, da Michele Sanmicheli, architetto e urbanista di stampo manierista tra i maggiori della sua epoca. Il lazzaretto venne completato solamente nel 1628 in tempo per la peste del 1630 durante la quale morirono 33.000 persone riducendo la popolazione di Verona a 20.738 abitanti.

Nel tentativo di arginare l’epidemia le autorità sanitarie e cittadine cercarono di confinare i malati al lazzaretto: al culmine della pestilenza all’interno si concentrarono più di 5.000 appestati. Quella del 1630 fu l’ultima peste che colpì la città, ciò segnò quindi la decadenza del lazzaretto che alla fine del diciottesimo secolo venne trasformato in deposito di esplosivi, funzione che mantenne anche durante la seconda guerra mondiale. Sul finire della guerra una deflagrazione distrusse la parte orientale dell’edificio causando oltre 30 morti.

Nel 2012 il FAI ha ricevuto in donazione un’area coltivata di oltre due ettari proprio di fronte al Lazzaretto e nel 2014 il Comune di Verona ha deciso di affidargli l’edificio in concessione d’uso. Dopo aver eseguito le prima operazioni di vaglio superficiale del terreno alla ricerca di ordigni bellici e di messa in sicurezza delle strutture emerse, stanno procedendo le fasi di progettazione e realizzazione delle opere di restauro.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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