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Bassa bresciana – La Colombaia, la cascina in cui sono nata, è ormai un vecchio rudere. Dentro di me sono rimasti tutti i ricordi di quella casa, delle persone che ho amato e non ci sono più, degli animali, della mia infanzia e della prima giovinezza.

Non preoccupatevi, non vi voglio tediare con la mia nostalgia, anzi vorrei farvi sorridere raccontando di tradizioni e stranezze che rendevano un po’ magica la quotidianità.

La nostra vicina Emma, il giorno di San Giovanni, raccoglieva la camomilla che ,abbondante, cresceva intorno alla cascina.  La mattina del 24 giugno era là chinata, a mettere nel cesto i fusti e i fiori, che poi separava accuratamente.

“Bisogno catalo ades che la ga biit la rosado “ diceva a noi bambini che la guardavamo incuriositi. Sembrava irremovibile:“Bisogna raccoglierla ora che si è bagnata con la rugiada”.

E quella era la rugiada della notte di San Giovanni, la notte che rendeva più buone tutte le erbe. Quando Emma durante l’anno preparava l’infuso, vi assicuro che il profumo si spandeva in tutta la cucina, lo stesso buon odore della raccolta.

Alla Colombaia vi è ancora un noce. Lo aveva piantato mio nonno quando gli era “toccata” la cascina . Ora è anch’esso un vecchio stanco. Ma ancora fiorisce e dà frutti.

Sempre il giorno di San Giovanni, mia nonna Teresa si toglieva le ciabatte (in tutta la sua vita non ha mai avuto un paio di scarpe) e raccoglieva le noci con il mallo. Il fatto di farlo a piedi nudi era una superstizione. I frutti erano teneri ancora. Non avendo il guscio, li potevi tagliare a pezzetti senza far fatica.

La nonna preparava il nocino, un liquore che secondo lei faceva bene alla salute, insieme alla grappa nel caffè e alla “China Martini”. Le noci andavano raccolte solo quel giorno e in quel modo. La preparazione era lunga , ma con l’aiuto del santo il prodotto finale sarebbe stato ottimo.

San Giovanni, l ‘unico santo di cui si ricorda il giorno della nascita, ha battezzato Cristo con l’acqua del Giordano. Forse per questo la rugiada del giorno è così preziosa e sono fiorite leggende di ogni tipo su questo argomento.

Alcuni rispettano ancora la raccolta di erbe officinali o adatte a cure omeopatiche in questa data. Per esempio l’iperico , detto comunemente “ erba di San Giovanni”. Il 24 giugno viene effettuata la raccolta delle sue sommità fiorite. In alcune zone è noto anche con il nome di “erba scacciadiavoli”, veniva bruciata in casa proprio per allontanare spiriti maligni.

E’ stata considerata un’erba magica per secoli, in generale protettiva contro i fantasmi, i fulmini e la stregoneria.

Ma le nonne della Colombaia, sincere cristiane, non credevano alle “strie” e ai fantasmi , neppure agli spiriti maligni. Forse però quel togliersi le scarpe , raccogliere noci e camomilla proprio quel giorno aveva in sé qualcosa di veramente profano che ignoravano.

 

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Giusi Morbini
Insegnante di scuola primaria ormai da molti anni, ma ancora non prossima alla pensione. Nata e vissuta in campagna, crede nell'importanza di riscoprire le nostre radici e di conservare le nostre tradizioni. Sempre nel rispetto di tutte le culture. Scrive per diletto.

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