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Brescia – Con l’arrivo dell’autunno i migliori teatri allesticono i cartelloni della nuova stagione teatrale per dar modo agli spettatori di programmarsi il proprio tempo libero.

Anche per la stagione teatrale 2018/2019 il Centro Teatrale Bresciano ha confezionato un cartellone di grandi titoli classici e contemporanei, affidati all’interpretazione dei maggiori nomi della scena italiana come Elisabetta Pozzi, Ottavia Piccolo, Lucilla Giagnoni, Lella Costa, Paolo Migone, Massimo Dapporto, Franco Branciaroli, Paola Bigatto, Vanessa Gravina, Ficarra e Picone, Paolo Fresu e molti altri ancora.

Tutti spettacoli che gli appassionati potranno godere al Teatro Sociale e al Teatro Santa Chiara-Mina Mezzadri.

Il cartellone.

  • Dal 23 ottobre al 4 novembre – “L’anima buona del Sezuan“, di Bertolt Brecht, traduzione di Roberto Menin, con Elena Bucci e Marco Sgrossi. Teatro Sociale.
    Una parabola antica e attuale, una favola divertente e amara, irta di domande intorno al sentimento del bene e del male, in cui Brecht trasforma in epica e poesia i grandi movimenti della storia, della politica, dell’etica.
  • Dal 13 novembre al 2 dicembre – “Sindrome italiana“, di Lucia Calamaro, con Manuela Mandracchia, Sandra Toffolati, e Mariangeles Torres. Teatro Santa Chiara-Mina Mezzadri.
    Sindrome italiana è il nome con cui due psichiatri ucraini hanno battezzato la depressione che colpisce molte donne dell’Est Europa che per lunghi anni vivono in Italia come colf e badanti.
  • Dal 29 novembre al 1 dicembre – “Tempesta“, coreografie di Giuseppe Spota,
    musiche originali di Giuliano Sangiorgi, drammaturgia di Pasquale Plastino, scene di Giacomo Andrico, con 16 danzatori. Teatro Sociale.
    Tempesta, la produzione che Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto ha realizzato in collaborazione con CTB e Teatro Stabile del Veneto, affronta un’innovativa sfida: mettere alla prova la capacità della danza di raccontare una narrazione teatrale del calibro del capolavoro shakespeariano, illuminandone le storie e i personaggi in modo originale e visionario e aprendo spazi immaginativi inconsueti.
  • Dal 5 al 6 dicembre – “Il verbo degli uccelli – Canto alla città 2.0“, adattamento, regia e interpretazione di Lucilla Giagnoni. Teatro Sociale.
    Lo spettacolo è la seconda tappa del progetto multidisciplinare triennale ideato, diretto e portato in scena da Lucilla Giagnoni con i giovani allievi delle scuole bresciane. Dopo la collaborazione realizzata nel 2017 con il Conservatorio Luca Marenzio e i sessanta giovani musicisti dell’orchestra dei fiati, anche per quest’anno sul palcoscenico del Teatro Sociale ci sarà musica, ma soprattutto canto: un coro di cinquanta ragazzi dai 12 ai 14 anni della Scuola secondaria di primo grado “Giovanni Pascoli” di Brescia che, da cittadini di oggi e di domani, cantano alla città.
  • Dal 12 al 16 dicembre – “Le rane“, di Aristofane, traduzione di Olimpia Imperio, con Ficarra e Picone. Teatro Sociale.
    Prendere il testo di Aristofane, un vecchio magnifico pezzo d’argenteria teatrale, e lucidarlo fino a farlo splendere nuovamente, come se fosse appena forgiato. Il senso della scommessa è tutto qui. Per ottenere questo risultato, la prima condizione è disporre di una coppia di attori comici di assoluta eccellenza. Ficarra e Picone, dunque: ovvero il duo italiano di più autentico talento nel campo dell’umorismo degli ultimi anni, guidati dall’autorevole regia di Giorgio Barberio Corsetti.
  • Dal 31 dicembre – ore 22.00 – “Beethoven non è un cane“, di e con Paolo Migone, regia di Daniele Sala. Teatro Sociale.
    Per l’ultimo dell’anno a teatro c’è uno spettacolo che non si può perdere. Dietro il polveroso sipario c’è un deejay, sì, un deejay ma di musica classica. In scena un pazzo con cuffia alle orecchie e l’occhio spiritato che armeggia con dei vecchi vinili, un pazzo incredulo davanti ad adolescenti che identificano Beethoven in un grosso e simpatico cane san bernardo e che …
  • Dal  9 al 13 gennaio – “Le baruffe chiozzotte, di Carlo Goldoni, regia di Paolo Valerio, con Luca Altavilla, Francesca Botti, Leonardo De Colle, Piergiorgio Fasolo,
    Stefania Felicioli. Teatro Sociale.
    Le baruffe si colloca tra gli ultimi capolavori scritti da Goldoni prima del suo trasferimento da Venezia a Parigi. E infatti, in questo affresco di grande leggerezza e irresistibile divertimento, si intravede il colore della malinconia, la sensazione del tempo che fugge.
  • Dal  26 al 27 gennaio – “La banalità del male, dall’omonimo libro di Hannah Arendt, riduzione, adattamento e interpretazione di Paola Bigatto. Teatro Santa Chiara-Mina Mezzadri.
    11 aprile 1961: in un’aula del Tribunale di Gerusalemme ha inizio il processo a Otto Adolf Eichmann, il tenente colonnello delle SS che durante il nazismo si occupò dell’organizzazione logistica dello sterminio degli ebrei. Hannah Arendt segue le 114 udienze del processo come inviata del “The New Yorker”, rimanendo profondamente colpita dall’ordinarietà di questo piccolo burocrate, che asseriva di aver semplicemente obbedito agli ordini.

Il programma completo.

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