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Parma. L’installazione Panchina Post Pandemica nasce da un lungo percorso di progettazione partito a Marzo 2020 durante il lockdown nazionale interrogandosi sul cambiamento epocale che stavamo vivendo a partire da una domanda: Come sarà possibile riabitare la città e permettere il re-incontro tra i cittadini rielaborando insieme la pandemia?
L’uomo e la natura al centro dell’installazione ideata da tre giovani parmigiane under 35.

L’opera, un’installazione architettonica e artistica di dieci moduli di Panchina Post Pandemica insieme a otto alberi, abiterà Piazza Garibaldi sino all’11 ottobre. Il monumento è stato pensato e progettato per modificarsi nel tempo: durante i mesi di installazione i moduli di Panchina Post Pandemica cambieranno posizione insieme agli alberi, che sono parte integrante del modulo stesso. Ognuna delle fasi che si susseguiranno ripercorre i passaggi salienti di quello che abbiamo vissuto dall’inizio della pandemia fino ad oggi. Questa evoluzione continua permetterà ai cittadini di vivere lo spazio della piazza e lo spazio dell’installazione da prospettive inedite.

L’installazione sarà anche teatro di eventi che serviranno come riflessione collettiva. Installazione è temporanea dal 12 aprile all’11 ottobre, nel corso dei mesi in cui l’Installazione attraverserà tutte le sue fasi di movimentazione, verrà chiesto alla cittadinanza di diventare parte attiva del monumento; verranno infatti pubblicate una serie di chiamate pubbliche che inviteranno il cittadino a compiere attività all’interno delle stesse panchine con l’obiettivo primario di riflettere sul presente per immaginare un nuovo futuro, oltre che permettere a chiunque lo desideri di vivere la piazza in modo inedito.

Ripartendo dalla comunità e dalla piazza della città ci poniamo delle domande: Quanto sono cambiate le nostre vite durante e dopo l’evento pandemico? Che futuro ci aspetta? Una volta terminata l’emergenza sanitaria come sarà possibile riabitare insieme la città? Le nostre abitazioni si sono modificate nel corso della pandemia? Che valore diamo alla Comunità? Saremo in grado di vivere rispettando gli ecosistemi naturali?

Le varie configurazioni dei moduli di Panchina Post Pandemica narrano infatti la storia della crisi pandemica partendo dall’evento spartiacque tra un prima e un dopo che è stato il lockdown di Marzo 2020. Ripercorrendo il passato, si vive in modo collettivo il presente e si immagina il futuro.

Nel monumento è riconoscibile la simbologia del divano, oggetto legato al nostro spazio quotidiano privato e della panchina, luogo pubblico di sosta e riflessione. La tensione tra questi due elementi, spazio privato e spazio pubblico, crea lo spunto iniziale della riflessione: l’isolamento domestico forzato si scontra con la piazza pubblica, luogo di socialità e incontro. L’albero, altro elemento simbolico, ci obbliga a interrogarci sul ruolo dell’Uomo rispetto alla Natura, inaugurando un terzo spazio, quello naturale.

L’installazione è stata finanziata interamente dal bando ThinkBig, promosso da Fondazione Cariparma e Lude. Panchina Post Pandemica è tra i vincitori della 2°edizione. La cura e l’innaffio degli alberi sono stati affidati a Emc2 Onlus, che con i ragazzi e i loro educatori, si occuperà della manutenzione del verde.

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.