Eccola la piena del fiume. E’ arrivata dirompente quando i forti scrosci d’acqua di questi giorni rabbuiati e le notti tuonanti di pioggia si sono placati per lasciare il posto alla quiete dell’alba. Il fiume Oglio si è alzato quasi di colpo, l’acqua avanza inesorabile con forza ed esuberanza incontenibile: è la piena che arriva, quasi d’improvviso, come un’onda anomala nel mare. Il colore dell’acqua cambia aspetto divenendo torbida, rompe gli argini. Il fascino inquietante della forza della natura.

 

Sotto il ponte l’acqua limacciosa fa gobba sui piloni in un braccio di ferro che incute timore. Le barche ormeggiate sembrano cani al guinzaglio e una cascina circondata da un liquido abbraccio riporta alle pagine dei libri di Guareschi, al limite della piena spettatori pietrificati con le mani in tasca, mancano solo don Camillo e Peppone.

In poche ore l’orizzonte ha cambiato aspetto, è bastato un paio di giorni con il vento che ha cominciato a soffiare forte, le nuvole scure si sono rincorse sulla grande pianura, seguite da forti scosci d’acqua. Il fiume calmo e rassegnato, costretto a un cammino quasi non suo, si è destato all’improvviso dal lungo letargo. L’acqua ha invaso i campi, piegando i giovani alberi dell’argine, trascinando via i vecchi tronchi, in certi punti è talmente largo che a malapena si distingue il percorso originale. Il silenzio è rotto dal turbine delle acque, limacciose e ribollenti nell’energia selvaggia.

L’Oglio riprende la sua maestosa dignità.

Il paesaggio è inconsueto, il fiume fugge dall’argine che lo imprigiona, vaga per i campi, fra i filari dei salici, gagliardi vortici si avvitano nelle acque scure di terra e sabbia.

Il sole buca la matassa di nuvole nere e distende l’alba, una manciata di ore e la fuga innocente delle acque ritornerà imprigionata nella prepotenza dell’uomo. Il fiume Oglio ritornerà a scorrere calmo, chiuso fra gli argini sempre più stretti.

Tutte le foto sono  © 2014 Valerio Gardoni.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.