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Toscolano Maderno (Brescia) – Lungo la strada gardesana, la chiesa domina l’aperta litoranea del lago, affacciandosi sull’orizzonte lacustre come una sorta di contrappeso architettonico situato in linea con quel vasto piatto d’acqua, inversamente armonico al vetusto riferimento dell’edificio medioevale che, alla prospiciente natura fluida del luogo, impone invece l’inerzia granitica di un manufatto solido.

E’ la chiesa romanica, a tre navate, di sant’Andrea Apostolo che, sul lago di Garda del golfo di Maderno, si profila negli originali aspetti, strutturanti gli spazi consacrati per la liturgia religiosa, di ispirati frangenti.
Qui, il tempo è assimilato alle dimensioni della storia che si delineano nelle permanenti tracce costitutive di quanto pure emerge da certi rilievi e dagli approssimativi incavi di depennati fregi, contraddistinguenti quelle forme che, tra le caratteristiche pietre policrome, risultano ancora evidenti da remote lavorazioni scolpite, nelle loro diffuse rappresentazioni perenni, come nel caso di sirene bicaudate, di aquile, di arieti e della composita elaborazione dei decori di archi e di capitelli, come anche di volti espressi a maschere apotropaiche di ignoti spettatori lapidei.

L’eredità che, dalla storia lontana, si perpetua nel presente di questa consacrata sede cristiana, mediante una defilata caratterizzazione pagana, è quella relativa alla pietra angolare, infissa nella possanza della corrispondente muratura quadrata, inserita lungo il rettilineo dello spigolo, perpendicolare al lato destro della facciata, da cui il manufatto promana la sua duplice impronta in un’antica opera romana.

Quell’opera scultorea, espressa nei rilievi classici di un cubo marmoreo, che spinge lo sguardo ad alzarsi dalla prospettiva del suolo, per indugiare a coglierne la singolare peculiarità sul consistente e diafano blocco d’immagine dei suoi due lati esterni dove può essere simultaneo il colpo d’occhio verso quello spazio che si mostra idoneo alla contestuale rappresentazione di un soggetto figurativo eterogeneo.

Un soggetto anticamente inserito a rovescio nella grezza muratura dove è stato posto, con le figure, cioè, curiosamente pendenti al contrario, rispetto a quanto, in origine, le sue forme, probabilmente altrove, apparivano, invece, sul consueto asse verticale, correttamente innalzate.

Chiesa di Sant'Andrea Apostolo a Maderno - Particolare delle pietre rovesciate
Chiesa di Sant’Andrea Apostolo a Maderno – Particolare delle pietre rovesciate

Su quest’asse, la parte che si affaccia ad un vicolo laterale svela la sagoma di un amorino che guida una biga trainata da un paio di cavalli, mentre, sulla superficie, inserita nella facciata contigua, sono invece riscontrabili le impronte residue della rappresentazione dei teschi cornuti di due buoi, ricorrenti in “monumenti romani ed in contesti sacrali greci”, per quel tipo di decorazione, individuato nella letteratura di settore, con il termine di “bucrani”, secondo un appellativo rivelatore delle loro tipiche fattezze, spesso accompagnate dal diversificato inserimento contestuale di altre elaborazioni, connesse al caratteristico stile compositivo di un prominente spessore.

Quello spessore di cui non ne rimane che la rispettiva porzione di un successivo e radicale intervento livellatore di quanto, sulla pietra stessa, prima ne costituiva la sporgente proporzione, perchè, presumibilmente, dei “bucrani”, nella fase di costruzione dell’edificio religioso non se ne voleva più avere visivamente alcun sentore che ricordasse l’esplicita rappresentazione emergente dalla precedente loro configurazione, ispirata ad un diverso fattore culturale, attribuitole, originariamente, nella, in seguito, perduta armonia di un altro intento ispiratore.

L’evidente classicismo della compenetrazione figurativa di questi caratteristici elementi, contraddistinguenti il tipo di manufatto realizzato con quel messaggio che è implicito al simbolismo di espressioni conseguenti, non serviva per la dinamica edificatoria della chiesa di San’Andrea Apostolo che, basandosi, invece, su un altro contesto eziologico, ne respingeva il paganeggiante retaggio compromesso con il mondo antico, per strettamente imperniarsi, senza fraintendimenti, sul culto cristologico, attraverso lo stile di un esclusivo apparato aderente alla concomitante visione della propria epoca, operante nella storia, lungo il suo inesorabile verso cronologico.

Chiesa di Sant'Andrea Apostolo a Maderno - Particolare della pietra rovesciata
Chiesa di Sant’Andrea Apostolo a Maderno – Particolare della pietra rovesciata

Eclissatosi il culto degli “Dei falsi e bugiardi”, tutto quanto si riconduceva alla loro mitologia politeistica, sullo sfondo della quale il cristianesimo aveva espresso i propri primi martiri, si era svilito nello sbrigativo intento di abbatterne i simulacri, come superate presenze generalizzate, verso le quali non dovere avere tanti riguardi, pure dissipati da una sospettosa diffidenza praticata mediante l’ostile rovesciamento delle loro obliate caratteristiche figurative.

In questo contesto, la sorte di questa pietra, risalente all’epoca pagana, pare paradossalmente assomigliarsi, in una astratta corrispondenza che nell’alto dell’edificio vi si struttura sovrana, con quella, d’altro tipo, invece evangelicamente evocata nell’allusione attraverso la quale si dipana, che una volta, “scartata dai costruttori è divenuta testata d’angolo”, dando corpo a quel ruolo strategico che, della muratura, complessivamente ne rafforza, per la metafora usata in tale parabola cristiana, l’effettiva portata, in una riaffermata considerazione arcana, attestata in quella forma cruciale alla quale pare sia rapportata.

In questo modo, l’Agnello Sacrificale, emblema del messia crocifisso, perchè non riconosciuto in quanto tale e scartato dalla maggioranza sobillata a scegliere Barabba, sembra, in un certo qual modo, conformarsi al destino di questa pietra pagana, scartata, assimilata a mera materia residuata e quindi rovesciata nella sua artistica bellezza originale, ma divenuta angolare misura, in un qualche modo, portante dell’edificio che, fra le numerose sue storie, pare possa, in questo modo, tramandare, con parole invisibili, le tacite attestazioni dell’accostamento di forze fra loro metaforicamente compatibili.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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