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Cremona. “Silenzioso e potente: un quadro, anzi un’esplosione di luci e colori. Esplosione di energia. Una sorte di ancestrale potenza creativa. Così mi arriva la pittura di Martino, potenza creatrice, materia di colore che segna la materia del telo e genera a volte un’onda d’urto, forte e carica di gioia, altre volte una delicata emozione, come delicati sono gli accostamenti policromi.” Ci sono tutte queste emozioni nella mostra “My winter’s tale” di Martino Zanetti, nelle sale del museo civico Ala Ponzone fino al 28 febbraio.

La vicenda di Martino Zanetti è per se stessa un incredibile viaggio nella melodia della musica e nell’arte, un DNA ereditato, un’attrazione per la bellezza endemica. Nato il 4 febbraio 1944 in maniera “fortunosa” nello studio del nonno avvocato, a Treviso, durante un violento ombardamento alleato, Martino Zanetti riceve in dono dai genitori l’eredità spirituale e intellettuale dei mercanti e degli artisti veneziani, nonché una natura combattiva. Tra i suoi avi, in ambedue i rami della famiglia, sono infatti presenti pittori e musicisti. Una personalità, dunque, caratterizzata da una forte propensione alla creatività in da bambino.

“La serenità che provo nell’eseguire queste mie espressioni artistiche la riscontro nello spettatore non acculturato, capace di cogliere la gioia del momento creativo. La semplicità e il sorriso di un bambino valgono più di mille intellettualismi”.

Il retaggio culturale e creativo di Martino Zanetti fa riferimento a pittori e musicisti come Vasilij Kandiskij, Paul Klee, Paolo Veronese, Johannes Itten, E.T.A. Hoffmann e Friedensreich Hundertwasser, anche loro grandi appassionati e cultori della musica e, come lui stesso, esecutori al pianoforte, tutti artisti che segnano la sua formazione intellettuale e marcano la sua appartenenza allo spirito mitteleuropeo.

 “Il colore è la mia interpretazione del reale. La sensibilità umana non è fatta di parole. Troppe parole uccidono l’oggetto artistico”.

Martino Zanetti rivolge oggi alla pittura, da lui espressa con una trionfale e incontinente esplosione di emozioni e colori su enormi tele fuori misura. Molte delle opere di Martino Zanetti, spesso di grandi dimensioni, fanno parte di collezioni private in Italia, Serbia, Polinesia Francese, Grecia, Sud Africa e Russia, oltre a essere presenti in diverse prestigiose sedi pubbliche italiane e internazionali.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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