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Edolo, Brescia. A piedi da Trieste a Montecarlo, con la prima tappa a Edolo, è questo il progetto “Alvina” nella testa e nei piedi di Marcello Duranti, che non è un maratoneta ma professore e presidente di Biotecnologie vegetali, alimentari e agroambientali alla Facoltà di Agraria, Università degli Studi di Milano.

Dall’11 giugno al 28 luglio 2016 ha camminato sulla prima parte del percorso, con partenza da Trieste e arrivo a Edolo. Proprio da Edolo il prossimo 21 giugno Marcello Duranti riprenderà il cammino con destinazione Montecarlo. Un lungo trekking che racchiude tutto l’arco alpino, con uno sviluppo complessivo di non meno di 1.500 km di percorso e 100.000 m di dislivello positivo e con al centro l’Università della Montagna, a testimonianza di come cultura e scienza possano contribuire a valorizzare questa regione unica al mondo.

Marcello Duranti sarà ospite dell’Università della Montagna di Edolo lunedì 8 maggio alle ore 17, dove nell’aula magna racconterà del viaggio, anzi metà viaggio, e del progetto Alvina. Possibilità di seguire la conferenza in live streaming.

Come molte altre iniziative, il progetto Alvina nasce da un sogno e un interesse personali e cresce fino a diventare un progetto di più ampio respiro.  ALVINA è l’acronimo di “ALpine VIrtual NAtion”, inteso ad evocare un’idea unitaria della regione alpina. “Unità nella differenza”, è stato detto. Ma innanzitutto unità.

Come rappresentare concretamente questa idea? Tanti sono i modi possibili. Tra questi, l’ideatore del progetto ne ha scelto uno: percorrere a piedi l’intero arco alpino in due fasi e con una modalità particolare, ponendo al centro del suo itinerario Edolo (BS) con la sua Università della Montagna, sede distaccata dell’Università degli Studi di Milano.

Dunque una prima fase da Trieste a Edolo appunto e una seconda da Edolo a Montecarlo. Insomma una parentesi graffa che racchiude tutto l’arco alpino e che ha al suo centro una università, a testimonianza di come cultura e scienza possano contribuire a valorizzare questa regione unica al mondo. Un abbraccio simbolico che coinvolge molte delle 48 regioni alpine condivise da 7 paesi europei, con l’idea di fare esperienza e ri-scoprire tutte le “diversità”: la bio-diversità in primis, ma anche la “topo-diversità”, la “etno-diversità” e, perché no, quella climatica.

Per concretizzare questo suo sogno maturo, considerata anche l’età del “viandante”, l’ideatore del progetto, docente del citato Ateneo, ha seguito e seguirà prevalentemente, ma non esclusivamente, due dei tracciati della Via Alpina, quella rete di sentieri che con diverse varianti percorre tutto l’arco alpino da est a ovest e da ovest a est, con uno sviluppo complessivo di non meno di 1.500 km di percorso e 100.000 m di dislivello positivo.

Appuntamento con la prossima tappa a Edolo per il prossimo 21 giugno, quando Marcello Duranti riprenderà il cammino con destinazione Montecarlo.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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