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Cremona – Pieno successo per l’iniziativa voluta anche quest’anno dal FAI. Interessante la proposta della sezione di Cremona con la visita al parco dei Monasteri, comprendente diversi edifici: dal Monastero di Santa Chiara al Corpus Domini, alla chiesa di San Benedetto e di San Salvatore, Santa Monica e il magazzino carri.

Edifici risalenti al periodo tra l’VIII° e XI° secolo e adibiti nei secoli ai più svariati usi e che quindi nel tempo hanno subito modifiche per adattamenti alle esigenze del momento, perdendo molto della parte artistica, ma restando oggi ugualmente interessanti per la loro storia oltre che come gioiello architettonico.

Abbiamo ritenuto interessante non perdere l’occasione di visitare una parte della città poco conosciuta che dopo una lunga storia e anche anni di degrado, verrà ora rivalutata per farne un Centro Universitario.

Un grazie va certamente ai volontari che hanno risposto alla chiamata unendosi ai responsabili del Fai di Cremona, agli studenti dei licei Stradivari, Manin e Aselli che hanno brillantemente fatto da ciceroni ai visitatori e ai volontari della Protezione Civile.

Per far conoscere anche a chi non ha avuto la possibilità di approfittare dell’iniziativa, riportiamo una sintesi delle notizie storiche dei vari edifici dal materiale illustrativo distribuito ai visitatori.

L’impianto originale del chiostro del Corpus Domini risale al 1455 per volontà di Bianca Maria Visconti che volle trasformare in monastero uno dei suoi palazzi, su progetto dell’architetto De Lera. Dopo un ulteriore ampliamento, grazie alle future suore che entravano con ricche doti, il complesso agli inizi del ‘600 attraversò un periodo di decadenza a causa della peste e della crisi economica, riprendendosi poi verso la metà del secolo.

Dopo la soppressione del monastero nel 1782, voluta dall’Imperatore Giuseppe II°, il complesso vene ceduto gratuitamente al comune. Da ospedale militare nel 1792 diventò caserma. Numerose le modifiche che continuarono anche nell’800. Il danno peggiore, soprattutto per la chiesa, fu causato da un incendio il 7 luglio del 1849.

Ulteriori modifiche furono eseguitedopo la seconda guerra mondiale, per ricavarne abitazioni per profughi ebrei e non e sfollati. Dal 1950 il degrado fu totale, l’ala est del chiostro venne abbattuta per realizzarvi un condominio e la chiesa venne occupata da un officina.

L’ex Chiesa di San Benedetto viene datata come origine al 1089, quando l’abbazia di Nonantola concesse alle figlie di Tedaldo e ad alcune monache benedettine, la possibilità di edificare un cenobbio, donando loro sei pertiche di terra, nonostante altre ipotesi che fanno riferimento all’episcopato di Uberto che assegnò un pezzo di terra a un gruppo di benedettini che vi rimasero fino al 1069, oppure come facente parte delle sette chiese cittadine volute da Ardingo e Edina. Il collegamento a Nonantola viene confermato da una nota del 1100 nella quale si sottomettono a quell’Abbazia tre monache e due religiosi provenienti da San Benedetto.

Nel 1591 Gregorio VI° pone San Benedetto sotto il controllo del Vescovo di Cremona. In quel periodo non mancano episodi di vita mondana, intrighi e disordini che interessano anche il monastero di Santa Chiara. Alla fine del ‘600 il complesso fu interessato da notevoli interventi architettonici, mentre verso la fine del 700 venne restaurata la volta della chiesa con la Gloria di San Benedetto ad opera di Angelo Innocente Massarotti.

Il 13 marzo 1784 il notaio Saviola redige l’atto di soppressione del monastero, tra i vari dati le pensioni per le 49 religiose, 41 delle quali scelsero di tornare alle loro famiglie e le restanti destinate in altri monasteri cittadini. Nello stesso anno il governo stabiliva di profanare le chiese dei monasteri di Santa Chiara e Corpus Domini, escludendo però quella di San Benedetto che su richiesta di Giuseppe II°, fu invece destinata a Collegio delle Canonichesse di San Carlo inaugurato nel 1786 in S.Ilario. Venne chiuso dalla Repubblica Cisalpina nel 1798 con destinazione del complesso a stabilimento di pubblica utilità. Fu poi sede del Collegio di Censura, magazzino di abbigliamento dei militari, distretto militare (Caserma Pagliari) nel 1907, dal ’45 al ’48 gli alleati lo destinarono a campo profughi per gli ebrei apolidi provenienti dall’est Europa. Usato per le feste cittadine nel 1978, mentre la chiesa sino al 1985 ospitava una palestra. Dopo il restauro dell’affresco del Massarotti nel 1986, la chiesa di San Bendetto venne chiusa.

Magazzino carri del Monastero di San Salvatore e Santamonica. Il primo si trova all’interno del perimetro dell’ex caserma Goito, dopo la soppressione degli ordini religiosi e la riconversione dei monasteri ad uso militare. Nei lavori di ampliamento e riorganizzazione e ammodernamento delle strutture militari rientrò negli anni 1880/1891 la costruzione della struttura, con al primo piano la camerata dei soldati.  Dal 1480 fu Bianca Maria Visconti a cambiare la regola di riferimento del Monastero, da quella benedettina a quella più rigida Agostiniana, diventando, il convento femminile più grande e, per lungo tempo, il più importante della città. La chiesa diventò il “Duomo delle monache”. Tra le frequentatrici del convento, giovani donne della nobiltà milanese e locale, anche la figlia naturale di Francesco Sforza, Francesca Bianca Maria.