Gambara (Brescia) – Pare l’apoteosi delle contraddizioni, ma è realtà: anche la guerra possiede una propria quotidianità. A Gambara due progetti patrocinati dalla locale sezione dell’Associazione Nazionale del Fante permettono ai giovani di elementari e medie di confrontarsi con il lato umano della guerra.

Il giorno 27 maggio, presso l’auditorio delle scuole, l’eminente storiografo Morando Perini ha illustrato, rivolgendosi a un pubblico composto dalle classi IV e V delle locali scuole elementari, la vita del fante in trincea, servendosi anche manufatti e reperti autentici.
Le classi si sono dimostrate estremamente coinvolte: colpite indelebilmente dai concetti senza tempo di patria, dovere e sacrificio hanno poi intonato con trasporto l’inno nazionale e la canzone del Piave. La platea, una selva di dubbi e mani alzate, brulicava di interesse, al punto che sovente la curiosità dei giovani ha dovuto esser potata per proseguire nell’evento. I quesiti e gli interventi si sono rivelati toccanti e profondi, come solo l’innocenza dell’infanzia sa partorirne quando riflette su uno dei più grandi crimini della storia umana, stupendo e inorgogliendo non solo i propri insegnanti, ma anche gli stessi fanti, che hanno poi consegnato a ogni classe una pergamena ricordo.

Più laborioso e complesso è stato invece il progetto per i ragazzi delle medie, invitati a frugare gli archivi familiari alla ricerca di foto, lettere, fonti che richiamassero il vissuto bellico di bisnonni e trisnonni, producendo poi un elaborato che raccontasse, con chiarezza e sentimento, la memoria intima della guerra. Gli innumerevoli progetti presentati, fra i quali disegni, testi e filmati, sono stati valutati da una commissione esterna creata appositamente per l’evento; essendo tutti di alto livello è stato difficile decidere a quali, fra i molti, spettassero i complessivi tredici encomi con rispettive borse di studio, poi consegnati, il 4 giugno, dal presidente dell’associazione Luigi Botturi in persona, alla presenza di autorità civili, militari e scolastiche, fra le quali l’assessore alla cultura Carla Cavalli, il rag. Giovanni Tebaldini in rappresentanza di Cassa Padana, e una folta delegazione di fanti e patronesse. I ragazzi erano oltre duecento, ciascuno dei quali con il proprio grande e personale entusiasmo; al di là di ogni vincita o menzione, ciascuno di loro ha dimostrato, stupendo gli stessi adulti, di saper gestire il proprio futuro.