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Brescia. C’è la Brescia di tutti i giorni, quella fissata negli scatti fotografici di Cristian Capuzzi in mostra al museo Nazionale della Fotografia in esposizione dal 10 giugno al 1 luglio.

Una buona fotografia di strada quella di Cristian capace di cogliere lo straordinario da un momento d’ordinaria quotidianità. In un suo scatto ritroviamo le forme, le luci, le ombre, i volti raccolti tra l’antico quartiere del Carmine, passando per il cuore cittadino, la Loggia e approdare nella periferica Brescia Due.

Un buonissimo occhio per la composizione e un vivo interesse per le personalità e gli scorci storici della città, che tradotti in sensazioni e in emozioni in bianco e nero sembrano catapultarci in un’altra dimensione, in una grande metropoli. Un linguaggio semplice quello dell’autore, ma ricco di pathos, che ci parla della sua anima.

Cristian Capuzzi è un bresciano doc classe 1973, appassionato di fotografia fin da ragazzo, non perde occasione per documentare e fissare in un click i suoi viaggi e occasioni speciali. Ecco così il suo primo lavoro datato 1992, tramite il servizio militare accetta di andare in missione per 4 mesi (scopo della missione consegnare generi alimentari in tutta l’Albania) durante il quale esegue un reportage , unici protagonisti i bambini di Tirana e come scenografia le macerie della guerra.

Dopo questa esperienza ne farà altre, sperimentando la fotografia naturalistica e paesaggistica, sempre con particolare attenzione al bianco e nero.

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.