Pescarolo ed Uniti (Cremona) – Da tempo il sottoscritto aveva chiesto di avere accesso all’archivio comunale. Per conto dell’ANCR di Pescarolo si voleva verificare se nella delibera di intitolazione della Via ci fosse qualche notizia in più su Rosolino Masseroni.

In merito a quanto avevamo scritto in precedenza va premesso che l’intitolazione precedente di vicolo Ghetto, non riguardava solo il quartiere interno, ma tutto il vicolo, definito tale perché a quei tempi non aveva lo sbocco in via Roma e dalla quale era separato da una delle ennesime grandi fosse, piena di porcherie e liquami vari e nella quale, non si sa se per scherzo o involontariamente, qualcuno ci finì anche dentro, sembra nel momento dei lavori in corso, proprio per il collegamento con via Roma nel 1950 circa.

Fatta questa premessa, un grazie va al Sindaco per avere finalmente consentito il recupero di quella delibera che riteniamo opportuno far conoscere, dando valore alla reale funzione dell’archivio.

Purtroppo il contenuto del documento non da una risposta completa al quesito iniziale posto dall’A.N.C.R., ma chiarisce che il tutto fece parte di un programma generale, le cui motivazioni sono espressamente riportate dalla delibera del Consiglio Comunale del 3 Novembre 1946: “… allo scopo di cancellare ogni indicazione che ricordi un passato di vergogna e di rovine; ritenendo per contro molto opportuno ricordare uomini ed eventi che hanno ricondotta la Patria su nuove direttive, modeste, ma che assicurano al cittadino la libertà; piene di difficoltà ma sorrette dai nuovi attesi istituti democratici, soprattutto allo scopo di rimandare ai posteri i nomi di coloro che hanno sacrificato la vita per la liberazione della Patria”. “All’unanimità dei presenti, Sindaco Bergamaschi, Rag. Pirro, Segretario Boldori Franco, consiglieri Morandi Severino, Tonna Luigi, Dusi Damaso, Marazzi Giuseppe, Rossi Dario, Portesani Guido, Zelioli Italo, Balzarini Giovanni (assessore anziano), Bambini Giuseppe, Puerari Giuseppe, Rizzi Marino, Ruggeri Cristoforo, Bonetti Emiro, deliberarono il seguente prospetto del Capoluogo (riportiamo tra parentesi i nomi di ieri), Rivo Ruggeri (venti settembre), Attilio Rossi (Felice Cavallotti), Giacomo Matteotti (Vittorio Emanuele), Ferrari Giovanni (vicolo Paderno), Rosolino Masseroni (vicolo Ghetto), Fratelli De Micheli (senza nome), Attilio Boldori (Dossaiolo), Quattro Novembre (Ca’ De’Canti), Angelo Cabrini (Mariani), Alfredo Bertesi (Signorini), Achille Grandi (Bellaria), Fratelli Di Dio (Prati), Antonio Gramsci (Montanari ), 25 Aprile (Bocchette). Frazione, piazza Martiri della Libertà (Roma), Risorgimento (Camillo Cavour), Del Patriota (Caprera), Guerrino Cerioli (Solferino), Quattro Novembre (Ospedale), Bernardino Zelioli (Casarma), Rigoni (Belfuso), Rosolino Gosi (Belfiore)“.

La delibera si conclude con l’incarico alla Giunta di provvedere alla “sollecita sostituzione delle targhe” e di operare con “sollecitudine” per quanto di competenza.