Tempo di lettura: 3 minuti

Sant’Antioco (cagliari) – Mi imbatto quasi per caso, passeggiando per una Sant’Antioco semi deserta nel mese di Agosto, nel museo del Bisso. Su di una piccola porta in vetro, adiacente ad una vecchia chiesa, c’è scritto “chi entra qui non deve aver fretta”; e “in questa stanza non si vende nulla”.

E’ il museo del Bisso, la seta del mare che solo lei, Chiara Vigo, il Maestro, riesce a tessere da una particolare “secrezione” della Pinna Nobilis, meravigliosa conchiglia dalle cui barbe si ricava il prezioso filamento dorato.

Classe 1955, Chiara appartiene ad una famiglia di artisiti – tessitori, eredità che segna la strada del Maestro, come qui tutti la definiscono.

In apnea, ancora oggi, si immerge da sola nelle acque sarde per ricevere dal mare il dono pù prezioso e donarlo poi ai suoi figli. “Il bisso più resistente e pregiato si ricava dalle conchiglie che vivono più in profondità” – mi spiega “ma bisogna tagliarne solo piccole quantità per non uccidere la creatura marina. Ecco perchè il bisso è un materiale raro e prezioso”.

“Mia Nonna ha tracciato nel mio cuore il sentimento dell’amore per l’Arte del tessuto e della Maestria” mi confida generosamente. Nonna Leonilde è una donna dalle doti eccezionali e dalle capacità carismatiche eccellenti,  insegna a Chiara tutto quello che serve perchè diventi un buon Maestro di Bisso e di tessitura.

Mentre osserva mia figlia Elena disegnare per lei un mare blu e verde con dei pastelli lasciati li sul tavolo appositamente per i bambini che entrano a trovarla, il Maestro prende tra le mani un ciuffo di fili color ocra, lo spazzola dolcemente con un vecchio pettine e poi, come per magia, lo fa passare piano tra le dita. Gesti antichi, affascinanti. Poi inizia recitare …

Ponente, Levante, Maestro e Grecale

prendete la mia anima e buttatela nel fondale

che sia la mia vita

per Essere, Pregare e Tessere

per ogni gente

che da me va e da me viene

senza tempo,

senza nome, senza colore, senza confini,

senza denaro

in nome del Leone dell’Anima mia

e dello Spirito Eterno

così sarà.

Mi sembra una scena d’altri tempi, una pagina di romanzo. Mentre recita l’antico giuramento,  pian piano, dalle  dita veloci, ecco uscire un filo che alla luce del sole diventa color dell’oro.

Chiara è l’unica, e forse l’ultima interprete al mondo di questa antichissima arte. Il bisso in passato veniva utilizzato per le vesti e i manti dei re fenici, egizi, caldei ed ebrei, dei grandi sacerdoti e dei papi. Oggi il Maestro lo dona unicamente ai bambini che entrano a trovarla nella sua stanza- museo.

Mentre lavora, prega. E’ una sacerdotessa che tesse i misteri del mare, li lega alla vita terrena, tra leggenda e destino, e poi dona il suo respondo ai bambini, solo a loro. Così, terminata la sua funzione, pone al braccio di Elena il filo dorato e la lega al suo destino: “adesso, Elena, se lo vorrai, un giorno, prima delle nozze, potrai venire qui con il tuo filo al polso e chiedere che io ricami per te il tuo velo nuziale con la seta del mare!” .

Poi torna al suo ricamo, una deliziosa camicetta battesimale per una piccola che entra poco dopo nel museo, accompagnata dai genitori.

CONDIVIDI
Laura Simoncelli
Dopo il diploma di liceo scientifico, si laurea all’Univeristà Cattolica di Brescia nel 2004 in Lettere e Filosofia. Collabora con Fondazione Civiltà Bresciana e Bresciaoggi con stesura di articoli sportivi, cronaca e tempo libero. Dal 2004 al 2017 fa parte della redazione di popolis. E’ docente di italiano e storia presso le scuole medie e superiori

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *