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Mairano, Brescia. Ha una storia antica il Museo della Civiltà Contadina di Mairano, quasi quanto gli oggetti esposti, nato negli anni Settanta, da un’idea del maestro elementare Dino Gregorio, che allora iniziò a raccogliere con i suoi ragazzi le testimonianze: parole in dialetto che ormai pochi pronunciano ancora, storie e proverbi che solo i più anziani ricordano, ma soprattutto quelle cose che nessuno usa più e rischiano di essere eliminate: strumenti del lavoro contadino e artigianale e suppellettili di uso comune nelle case dei contadini.

A settembre è di nuovo tempo di “Sagra del contadino” nel paese della Bassa, un salto nel passato con le tradizioni contadine, l’enogastronomia e gli spettacoli sull’aia, un ricchissimo il calendario di eventi organizzato degli “Amici del Museo della Civiltà contadina di Mairano” da venerdì 20 a domenica 22 settembre.

In cartellone per la sagra intrattenimenti culturali di tutto rispetto, all’interno di quel contenitore eccezionale rappresentato dalla cascina storica situata nel cuore del paese, sede del Museo. Il piatto forte del programma sono come sempre gli spettacoli musicali: si inizia venerdì con “I Luf” per finire domenica con “Mè Pèk e Barba”, passando dalla mitica Bandafaber che salirà sul palco nella serata di sabato.

Oltre alla musica, il Museo come ogni anno coglie l’occasione della Sagra per mostrare ai tanti visitatori le proprie collezioni permanenti, nella cascina che ospita il Museo è riprodotta l’abitazione contadina dei primi anni del 900, e i tanti allestimenti temporanei che vengono posizionati sia all’interno del Museo che all’esterno, lungo le vie del paese.

Pezzo forte di questa edizione saranno gli attrezzi per la coltivazione della vite e la produzione del vino, raccolti e organizzati da Giovanni Archiati, che traformerà, letteralmente, tutta via Leopardi con macchine e reperti d’epoca, e la “casetta del casaro”, una vera e propria baita in legno allestita al Museo nella quale saranno presenti tutti gli attrezzi per la produzione del formaggio.

Non mancherà, ovviamente, la buona cucina tipica preparata dalle cuoche del Museo: trippa e casoncelli, brasato, costine con le verza, lumache con polenta, tagliata, oltre allo spiedo (su prenotazione) del venerdì sera e del pranzo della domenica. Nel resto del paese saranno numerosissimi gli eventi e le attrazioni messe in campo con passione da tutte le associazioni locali, coordinate dalla Proloco. Sarà un vero e proprio salto nel passato. Sarà, come sempre, una bellissima festa.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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