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In una Sala Camozzi di Cassa Padana BCC decisamente gremita, come capita in poche occasioni, Stefana Mariotti ha aperto il convegno proponendo alcune riflessioni. Innanzitutto, ha ripetuto in sintesi, la necessità che il Museo debba rappresentare un momento di partecipazione di vita, che oggi richiede un ripensamento complessivo sulla didattica e su come svolgerla.

Tutto grazie ai sacrifici e all’impegno di un volontariato che, come in tanti altri casi, ha portato avanti un importante lavoro di conservazione, avviato dall’ex messo comunale Casimiro Becchi. Purtroppo gli anni sono passati, senza un ricambio generazionale, con la conseguenza di seri problemi gestionali. Poi di estrema importanza, anche se trattato per ultimo, è stato il rapporto tra pubblico e privato. Per l’origine dei musei stessi, non c’è mai stata, continua Stefana, sincronia tra le parti e le poche volte che c’è stata, si è concretizzata in una separazione tra museo e gestione pubblica. La necessità di approfondire queste riflessioni, anche con altre realtà, ha portato il Direttore del Museo Fabrizio Merisi, ottenuto il consenso del proprio consiglio, a promuovere, con la fattiva collaborazione di Massimo Pirovano (Direttore del Museo Etnografico dell’Alta Brianza) un convegno apposito con l’auspicio che dal dibattito possano nascere proposte nuove, magari migliori anche delle nostre.

Stefana ha poi presentato il Sindaco di Pescarolo ed Uniti Graziano Cominetti e il Presidente della Provincia Davide Viola che ha evidenziato l’importanza del lavoro svolto dai volontari, con l’auspicio che lo stesso non vada disperso e l’importanza che questa realtà assume nel collegamento con le scuole. Il Sindaco Cominetti ha invece messo in risalto alcuni dati statistici raccolti dai giovani locali e definiti allarmanti: su 100 giovani 47 non visitano musei e 36 li visitano una volta all’anno, questo rende chiara idea sul futuro, ci si trova di fronte ad una tecnologia che fa passi da gigante e si rende sempre più necessaria l’attivazione di un lavoro in rete.

Stefana ha chiuso la sua premessa ringraziando per la presenza anche il Senatore Pizzetti e il consigliere Regionale Piloni, lasciando la parola al coordinatore Pietro Clemente che ha evidenziato, in sintesi, come oggi i problemi di Pescarolo coinvolgano tutto il settore. Siamo di fronte a realtà che, nate negli anni 70 e volute da giovani che credevano nella necessità di salvare ciò che restava di un mondo che andava scomparendo, affrontano oggi un problema generazionale, anche dal punto di vista amministrativo con i Sindaci dell’epoca oggi magari diventati nonni. Inoltre si è evidenziato come nel corso degli anni, non tutte le iniziative siano riuscite a restare sul campo superando le varie problematiche. Il Museo del lino è una di quelle poche realtà che è riuscita invece ad avere una storia, un movimento, una presenza locale e contemporaneamente ha saputo sviluppare una qualità museale e relazionale, riuscendo inoltre a dotarsi di quelle caratteristiche che gli consentirono dagli anni 90 e con l’uscita delle nuove normative di ottenere l’accreditamento regionale. Oggi, ha precisato il relatore, ci troviamo di fronte ad una soglia che tutti quanti dobbiamo saper affrontare e superare con proposte che siano utili a Pescarolo, ma contemporaneamente anche a tutto il settore.

Ha aperto poi la serie degli interventi della mattinata il Direttore del Museo del lino Fabrizio Merisi, dando lettura in primis della nota pervenuta dall’Assessore Regionale Alla Cultura Dott. Stefano Bruno Galli che, oltre a ringraziare per l’invito e, scusandosi per l’impossibilità a partecipare, ha augurato a tutti una buona giornata di lavoro.

Dopo una sosta per un breve ristoro e una visita alla mostra fotografica “I PAISAN” di Giuseppe Morandi, i lavori sono ripresi nel pomeriggio e si sono conclusi con le parole del coordinatore Professor Pietro Clemente che ha ricordato una frase di Don Milani “sortirne da soli è avarizia, sortirne assieme è politica”. Così si cercherà, ha detto in sintesi, con un manifesto di indicare come uscire da una situazione che coinvolge tutti, per gli amici di Pescarolo sarà una consolazione da poco, ma va a loro un grazie per una giornata che servirà a tutti.

Il Professore nella panoramica delle sue esperienze ha sostenuto le necessità di credere nei giovani, coinvolgerli anche in progetti che vedano una collaborazione di scuola e lavoro, nell’applicazione anche nei musei di nuove tecnologie, che gli stessi si aprano ad alleanze tra tipologie di musei, su progetti e su discipline, oltre che a parlare con professionisti di altri settori per fare dei musei luoghi di partecipazione, luoghi di consapevolezza di saperi del passato che possono tornare utili nel presente e fare da guida, alla riscoperta del rapporto uomo territorio. Sul problema locale ha espresso l’auspicio che la collezione sia considerata un bene comune e non un bene dei volontari, un passaggio non facile, che va sostenuto e aiutato attraverso una collaborazione di tutti, per arrivare ad una nuova gestione.

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