Tempo di lettura: 3 minuti

Iseo, Brescia. Come sta il lago d’Iseo? Il lago d’Iseo, nel corso degli anni, ha subito un drammatico deterioramento della qualità delle sue acque, la sua salute è seriamente in pericolo, è quanto è emerso dal convegno organizzato da Acque Bresciane lo scorso 24 gennaio. Investimenti, prevenzione, tutela del patrimonio naturale, un impegno per la salvaguardia del Sebino e del suo patrimonio naturale, al centro del progetto in collaborazione con L’università degli studi di Brescia e Fondazione Cogeme Onlus.

Il lago d’Iseo, nella sua bella e complessa natura, hanno posto al centro del convegno aggiornamenti sul suo stato di salute, uno studio approfondito per affrontare le criticità e infine le opere che, direttamente e indirettamente, potranno migliorarne la “salute”, come ad esempio il depuratore consortile di Paratico.

Uno degli effetti risultanti è che il contenuto di ossigeno delle acque profonde è diminuito da 9 mg/l (nel 1967) a zero, con conseguente morte biologica sotto ai 100 m di profondità. Questa transizione non naturale potrebbe divenire irreversibile, con ripercussioni ambientali, economiche e sociali inaccettabili per tutto l’importante comprensorio circostante. Aspetti messi in evidenza anche dalla relazione di Arpa Lombardia, anche a fronte dei cambiamenti climatici, sia necessario “un controllo ulteriore dei carichi di ingresso nel lago”.Le sinergie necessarie: il «Progetto Iseo» e la collaborazione biennale con l’Università degli studi di Brescia, in questo quadro si colloca il lavoro svolto dal gruppo ricerca di Idraulica dell’Università degli Studi di Brescia per un’analisi congiunta del funzionamento del tratto di collettore circumlacuale sulla sponda bresciana. Gli obiettivi principali del progetto Iseo, coordinato dal prof. Marco Pilotti, hanno identificato e quantificato gli effetti sinergici sulla qualità dell’acqua delle pressioni locali, tra cui quelle derivanti dai collettori fognari posizionati lungo la sponda bresciana e quella bergamasca.

L’attività di studio e modellazione del collettore, ha fornito inoltre l’occasione per approfondire il tema delle infiltrazioni di acque parassite allo scopo di definire le priorità di intervento e riduzione sulle quali Acque Bresciane sta investendo. Un impegno reso possibile anche grazie al contributo di due ingegneri di Acque Bresciane, Manuel Murgioni e Laura Barone che hanno svolto un ruolo significativo di raccordo tra la società e l’Università stessa.

La problematica specifica: la natura unitaria del collettore causa forti fluttuazioni delle portate tra periodi di tempo secco e di pioggia. La situazione è aggravata dalla presenza di infiltrazioni di acque parassite all’interno del sistema fognario. Ciò ha una duplice implicazione: da un lato l’arrivo di portate troppo diluite e incostanti all’impianto di trattamento di Paratico, dall’altro la diminuzione della capacità idraulica e dunque il conseguente sversamento nell’ambiente di carichi inquinanti, seppure generalmente diluiti.

I risultati: la collaborazione tra Acque Bresciane e l’Università degli Studi di Brescia ha portato alla realizzazione di un modello matematico della rete del collettore unitario circumlacuale il quale, sulla sponda bresciana, colletta i reflui da Zone fino al depuratore di Paratico e di due reti fognarie comunali afferenti al collettore principale. Inoltre, sono stati effettuati campionamenti ed analisi di laboratorio delle concentrazioni di nutrienti nelle acque sfiorate in corrispondenza di uno scolmatore comunale e di uno posizionato lungo il collettore.

A che punto è il depuratore di Paratico? L’ampliamento del depuratore consortile di Paratico è stato l’ultimo argomento, correlato ai precedenti, affrontato nella relazione del direttore tecnico di Acque Bresciane. Avviato nel Marzo 2017, esso soddisferà le esigenze di depurazione di tutto il sistema di collettamento intercomunale a cui afferiscono 26 comuni delle provincie di Brescia e Bergamo. I lavori stanno entrando nella fase conclusiva con ipotesi di completamento nell’estate di quest’anno. Il costo complessivo, circa 8 milioni di euro, indica di come questo intervento sia stato prioritario e strategico per Acque Bresciane.

CONDIVIDI
Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *