Dalla sola facciata, ad una visuale circolare. Capita, nella dinamica di una riqualificazione stradale. Da un profilo univoco a quello, a tutto tondo, aperto, invece, su ogni lato, quasi fosse ascrivibile ad un’isola da poter circumnavigare.

Certi cambiamenti infrastrutturali sembrano mettere in luce quelle poliedriche sfaccettature che sopraggiungono con l’aprirsi di nuove prospettive, rivelatrici di ulteriori elementi, nel medesimo ambito originario, rimodellato, però, da certi provvedimenti corrispondenti.

Quando un manufatto devozionale si trova al centro di una rotonda, a sua volta, realizzata per disciplinare il traffico veicolare, l’immagine può essere quella che appare alle porte di Brescia, nel territorio che pareggia, fra loro, le periferie di Ospitaletto e di Travagliato, secondo una contiguità d’ubicazione particolare.

La fine di via Trepola, quale arteria campestre sviluppata per un lungo tratto attraverso quest’ultima località, svela, nell’avvicendarsi d’altra pertinenza comunale, il subentrato assetto di una santella, finita nel bel mezzo di una rotatoria che sembra abbracciarla, come nel buco di una ciambella.

Qui, a margine di un pregresso ambito viario, il compianto maestro bresciano Oscar Di Prata (1910 – 2006) aveva lasciato il perdurante segno espressivo di una sua opera a carattere religioso che, riparata dal tetto spiovente della struttura in muratura che la contiene, seguita a testimoniare, insieme al carisma artistico dell’apprezzato autore, anche il profondo messaggio cristiano sempre riferibile ad un’incisiva opportunità di contemplazione, essendo, nello specifico, rappresentativo di una “deposizione”.

Il Cristo appare deposto da quella croce che si profila in un più alto orizzonte della stessa diffusa interpretazione, dove, nei particolari desumibili fra altri aspetti contraddistinguenti, una figura umana innalza le braccia in direzione del caratteristico patibolo messianico.

Opera_DiPrataIn quest’opera pittorica centinata, Gesù, con le stimmate in evidenza, regge l’intera figurazione d’insieme, circostanziata in quel solenne momento topico del vangelo che prefigura la Risurrezione, quale verità di fede funzionale a comporre l’esito della missione salvifica, nell’epilogo di una profetica incarnazione che ha termine ultimo nel mistero dell’ascensione di Cristo Signore.

Prima del suo ritorno alla “fine dei tempi”, per i contemporanei, conterranei al luogo interessato a questa santella, sembra sia valso il poter appurare l’impensabile variazione che ai loro occhi si è materializzata in una sorta di insolita rappresentazione, per poter prendere atto del piatto volume di spazio dove, come sopra un tondo vassoio, risulta servita allo sguardo tale mistica raffigurazione.
La mano del pittore conferma lo stile acquisito in quella asseverata dinamica di produzione che lo ha reso protagonista, a vari livelli, del panorama artistico secondo una propria emblematica ed accreditata versatilità d’ispirazione.

A propaggine non trascurabile del fertile ciclo chiesastico, disseminato in molte chiese di montagna, di città e di pianura, anche le edicole, come quella al confine fra Ospitaletto e Travagliato, denotano la raffinatezza della sensibilità profusa dal maestro Oscar Di Prata nella mediazione espressiva da lui riservata al trascendente.

Aspetti, questi, insieme a molti altri, come significativi alimenti sempre appetibili per la cultura, che sono in programma d’essere evidenziati nel contesto di quella specifica mostra d’arte che l’andatura marzolina del 2017 ha in serbo di accompagnare nei giorni compresi fra sabato 11 e domenica 26 marzo, nell’ambito dell’iniziativa espositiva, per la cura di Gianni Quaresmini, di fatto allestita, con il patrocinio dell’Associazione Artisti Bresciani, grazie alla disponibilità, da alcune collezioni private, di diversi dipinti di tale pittore, nella sede del Comune di Lograto, nientemeno coincidente con l’aristocratico palazzo noto ai più come “Villa Calini – Morando” dove l’inaugurazione è in calendario, nella stessa giornata d’apertura dell’esposizione, sabato 11 marzo, alle ore 17.00.