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La cura verso l’ambiente in poesia“.

Sintesi di un progetto didattico tradotto in un libro, a Travagliato, grazie a quel lavoro interdisciplinare che, la scuola primaria locale, ha sviluppato nel contesto della riflessione sulla promozione di quell’autentica sensibilità ambientale che l’ha ispirato.

Si tratta dell’iniziativa editoriale dal titolo “I love ambiente – Testi poetici per una vita sostenibile”, realizzata a cura dell’insegnante Patrizia Belotti, referente del progetto “Un libro fatto a scuola”, interpretato, nell’effettiva sollecitudine di un’interessante attività formativa testualmente denominata “Bibli@media”, secondo il propedeutico coinvolgimento delle scolaresche, attraverso l’attività d’interclasse suffragata da una larga intesa.

I temi affrontati sono stati rispettivamente: “Riciclo in classe” per le classi prime, “Il mio ecopaese” per le classi seconde, “Il bene più prezioso, l’acqua” per le terze, “Ambiente, uomo, scienza” per le quarte, e la “Sostenibilità” per le quinte, individuabili, a loro volta, pure in corrispondenza alle varie sezioni che, in un costante rimando generazionale, contraddistinguono l’uso delle prime lettere dell’alfabeto, secondo quella definizione caratterizzante che le rende comuni all’evocazione di appartenenza nell’ambito di un’estesa gamma storica di trascorsi, vissuti negli ambienti scolastici frequentati, e tradizionalmente sperimentati in concomitanti intrecci comunitari.

Davide Uboldi, dirigente scolastico al vertice anche dell’Istituto Comprensivo di Travagliato, spiega tale risultato, mediante un proprio contributo di considerazioni, espresse ad esordio della medesima pubblicazione, fra le quali, precisa che “(…) L’autore di una poesia usa le parole per creare nuovi significati e le nostre bambine ed i nostri bambini sono diventati poeti e creatori a loro volta. Hanno sperimentato, hanno usato il linguaggio, hanno creato immagini per descrivere l’ambiente con occhi diversi e dato significati nuovi alle parole ed al mondo che ci circonda: hanno appreso. Perchè la scuola non è solo insegnamento, ma è anche apprendimento, creare occasioni di esperienza diretta, di costruzione di conoscenza e interazione con l’ambiente. (…)”.

Un pronunciamento introduttivo che si accompagna pure, in un’altra pagina dalla contestualizzante portata evocativa, alla proposta di lettura dello scritto intitolato “Natura”, secondo l’ispirazione lirica del compianto dirigente scolastico Giorgio Saccaro, verso la cui memoria il libro offre lo spazio per condividerne, nel ricordo, la figura pedagogica, per il tramite di una sua pregressa attestazione di immedesimazione poetica, riguardo ciò che, nella pubblicazione stessa, echeggia, su ulteriori versi, in larga misura, nei termini, cioè, ideati da una plurale ed argomentata premura: “Lungo il sentiero che porta al prato/ c’è un fiore schivo che fa il bucato;/ lava i suoi petali con la rugiada/ fra l’erba fresca verde di giada./ Ecco ha finito, ti fa un inchino,/ sorride timido: è un ciclamino./ Del suo vestito color di rosa/ la pratolina è un po’ invidiosa”.

Analoga stilistica, interpretata dalle scolaresche, predomina nel resto delle poco più di ottanta pagine del volume, pure valorizzato dalla riproduzione a colori dei disegni che i docenti hanno recepito a scuola da quella spontaneità espressiva che è stata sviluppata, dalle loro intraprendenti schiere discenti, oltre che nella poesia, anche nell’immaginazione figurativa, sul piano dell’interazione con i medesimi argomenti.

Tali riferimenti tematici, inneggianti alla sensibilità verso l’ambiente, sono di volta in volta, a seconda dei casi, sottoscritti da nomi latini e da nomi, invece, che tali non sono, rivelandosi, plausibilmente, fra gli altri ancora, maghrebini, nel significare, insieme alla fresca carrellata contenutistica dell’opera pubblicata, l’avvicendante evolversi identitario nella società, ravvisabile anche in relazione ad un significativo profilo d’appellativi propri di una comunità che ha ormai esteso lo scibile dei propri elementi connotativi.

Scrive, ad esempio, un tal Mouhammeth:Pianeta Terra. Il pianeta Terra ci ha accolto/ e noi lo stiamo distruggendo ed inquinando…/ l’energia solare è pulita e non fa male al pianeta./ Chissà se un giorno inventeranno/ un’automobile ad energia solare…”.

Un’apertura, nei confronti delle auspicate migliorie di un ipotizzato futuro a venire, che, in altre pagine del libro, maturato in seno alla “Commissione Bibli@media – Un libro fatto a scuola” dell’Istituto Comprensivo di Travagliato, si dettaglia, invece, nella discrezionalità riservata ad una libera creatività nell’utilizzare lo spazio graficamente vuoto e contraddistinto dal testuale accenno solitario di “Se vuoi componi o disegna tu”.

La pubblicazione pare collimare con altre similari iniziative raccolte nell’ambito del “Progetto scolastico per l’educazione ambientale”, collocandosi in quella sinergia di sintesi argomentativa che è sistematicamente documentata dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Brescia, per il tramite dei propri referenti, per valorizzare una condivisione fra le esperienze, via via, maturate in tal senso, nell’intera area provinciale.

Fedele alla propria naturale matrice culturale, questo libro rende impliciti, ai temi trattati, anche alcune nozioni applicate, come ad esempio, l’interpretazione di un mesostico, riferito alla parola “Piedibus”, nella sequenza, cioè, di alcune lettere di altri vocaboli disposti nella pagina ad elenco, in modo che formino, al loro interno, tale sostantivo, e la costruzione lessicale, invece, di un acrostico, con lo stesso sistema rivelato a specchio del medesimo termine accennato, nel conseguentemente spiegare che, la differenza fra la prima e la seconda versione, è la posizione della lettera determinante per realizzare l’intera composizione della originaria parola caratterizzante.

Oltre alla ricerca della rima baciata, altri scritti esemplificano anche un “tautogramma”, dove tutte la parole hanno, appunto, l’identica lettera iniziale, mentre, altrove, fra queste pagine dove i protagonisti sono i rispettivi alunni che hanno concorso fattivamente all’iniziativa, fa capolino anche l’haiku, genere di componimento poetico giapponese, come quello, nel nostro caso, a firma di Chiara, Sofia, Riccardo, Miranda e Simone: “Energia idrica:/ giunta nelle case cupe/ illumina l’atmosfera”.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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