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Lo dico in modo provocatorio, ma voglio dirlo: basta vacanze, per favore! Siamo fermi a una dicotomia datata, novecentesca, di una società divisa in compartimenti stagni dove quello della scuola era il momento della costrizione e dell’istruzione, mentre il tempo della vacanza era quello dell’assoluta libertà.

Nel frattempo, però, il mondo, le istituzioni e le famiglie sono radicalmente cambiate: oggi la scuola non ha più il monopolio dell’istruzione, si possono imparare tante cose nuove anche d’estate, i nostri figli studiano altre lingue, sono abituati a viaggiare, ecco perché suggerisco ai genitori di pensare e organizzare in anticipo le settimane estive dei figli. E di farlo con la stessa attenzione che hanno messo nella scelta della scuola.

Così i mesi estivi possono essere preziose occasioni di apprendimento, anziché un tempo di continuo sollazzo o, per gli adolescenti, di pigre e solitarie giornate alla playstation.

Trovare il centro estivo giusto per i più piccoli, proporre un’esperienza in sintonia con le loro passioni, dalla musica allo sport, offrire settimane nella natura, oppure programmare una visita al museo o un weekend in un rifugio alpino.

O, ancora, per i più grandi, trovare opportunità formative qualificanti, dai primi lavoretti al volontariato, meglio se all’estero: le finestre cognitive di bambini e ragazzi sono enormi, non vanno certo in vacanza.

Ecco perché, a scuole chiuse, va bene andare qualche giorno al mare o ai monti, ma soprattutto è importante che i ragazzi non vengano risucchiati nel buco nero di un indefinito tempo vuoto e riescano a godere di tante stimolanti occasioni di apprendimento.

Con i bambini, per esempio, perché non fare anche un giro in libreria per scovare e scegliere insieme uno o due titoli da leggere durante le vacanze? Letture scelte per curiosità personale, non perché incluse nei compiti scolastici.

Per gli adolescenti, infine, questa stagione rappresenta anche un’occasione di riscoperta del padre: d’estate è più facile ritagliarsi dei momenti esclusivi di affiancamento padre-figlio, che sia per un’escursione, un viaggio o una partita a tennis.

Per concludere, un appello importantissimo: ricordiamo che d’estate i bambini devono giocare, giocare tantissimo. E che tutti, bambini e ragazzi devono stare insieme ai loro coetanei, o rischiamo di allevare una generazione di “isolati”.

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Redattore Sociale
Il Network di Redattore sociale raggruppa diverse iniziative di informazione, documentazione e formazione sui temi sociali. A promuoverle è la Comunità di Capodarco di Fermo, dal 1966 una delle organizzazioni italiane più attive nell’intervento a favore di persone in difficoltà e oggi diffusa in varie regioni. Motore di questa rete è la redazione dell’Agenzia giornalistica quotidiana Redattore sociale, nata nel febbraio 2001 ed oggi attiva su un portale web riservato agli abbonati.

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