L’istituto d’Istruzione Superiore “Vincenzo Capirola” di Leno, è al centro anche di una interessante proposta formativa, ispirata alla condivisione dei valori fondativi del volontariato di utilità sociale, con particolare riferimento alla tutela del bene supremo della salute, nella salvaguardia del benessere psico-fisico, messo alla prova da peculiari contingenze che ne minano l’integrità complessiva.

Accade che tale iniziativa sia poi ripresa e divulgata propositivamente da uno specifico organo d’informazione, nella fattispecie del periodico “Domani”, editato dall’Associazione Nazionale Trapiantati d’Organi (ANTO), territorialmente afferente il bresciano dove tale giornale viene pubblicato, per l’impaginazione e stampa realizzate dalla “Tipografia ELC” di Travagliato e da dove è diffuso ai numerosi abbonati, come pure agli iscritti del sodalizio ed alle principali case cura ed ai luoghi d’interesse, sensibili alle tematiche solidaristiche, promosse da tale aggregazione filantropica, quale esperienza accreditata da molti anni di attività, grazie all’intraprendente contributo di esponenti della propria missione associativa, come, ad esempio e fra gli altri, il presidente onorario, Antonio Scalvini.

Fra gli ambiti interessati alla diffusione del periodico, anche la rinomata realtà scolastica con sede nel centro storico di Leno, poco distante dal teatro, nelle vicinanze della parrocchia abbaziale e da Cassa Padana, nella sua diversificata ed operativa ripartizione locale, intessendo, tale ormai affermata tradizione bancaria, con la propria comunità d’elezione, importanti legami, sanciti anche a profitto sociale di una valoriale compartecipazione.

Il periodico semestrale di informazione e cultura, promosso dall’ANTO, per mezzo della referenza giornalistica di Giovanni Quaresmini, nel ruolo di direttore responsabile, abbraccia l’intercorrente primavera di questa uscita editoriale, attraversata dal 2021 nel raggio della propria puntuale proiezione temporale, dando voce anche all’interessante interconnesione di una significativa esperienza scolastica, con il mondo del “no profit”, coniugato dai volontari bresciani, ispirati alla sensibilizzazione circa le necessità dei trapiantati, con ciò che un contributo di approfondimento dettaglia in una proposta di lettura, agevolmente rivolta ad un contesto d’istruzione, caratterizzato da un riuscito coinvolgimento di attenzione.

Trattasi, fra l’altro, della interessante traccia esperienziale, impressa dal potervi in pagina affermare che “anche per quest’anno scolastico, continuano gli incontri dei nostri consiglieri Leone Galbardi e Ivano Saletti presso le scuole. Nonostante il periodo della pandemia, i due consiglieri dell’ANTO, grazie alla collaborazione dell’AIDO di Leno e la referente dell’Istituto Capirola di Leno, prof.ssa Laura Zucca, sono intervenuti, in modalità “remoto”, raccontando la loro esperienza del trapianto. (…)”.

La proposta, diluita in più incontri avvenuti a distanza, ha avuto i numeri più ampi del suo stesso profilarsi, nella proporzione di un pur meticoloso resoconto, riportato dal periodico, dal momento che, nella struttura scolastica, per lunghi e fecondi anni, rappresentata dalla preside Ermelina Ravelli, esistono le basi funzionali per un’eco fattibile ad amplificazione di quanto di buono si presta ad essere educativamente immesso nel suo stesso contesto, organizzato in modo ricettivo rispetto alle vagliate sollecitazioni di un edificante travaso interdisciplinare di esperienze.

Quanto seminato con l’accennata iniziativa ha ideale gemmazione su quelle ramificazioni che sono impossibili da preventivare, analogamente alla forza misteriosa della natura che ha sorpreso tutti nel saper esorcizzare una tragedia immane, nella fattispecie dell’epilogo atomico della Seconda Guerra Mondiale.

Se ne sviluppa il nesso, con tale riferimento, nel periodico stesso, a principiare dalla ammiccante copertina della pubblicazione, recante la riproduzione, a colori, di un dipinto dello stimato artista bresciano Giulio Mottinelli, in relazione ad un emblematico manufatto, preso ad ideale estrinsecazione concettuale, di cui, fra la doppia dozzina delle pagine illustrate del giornale, se propone una presentazione, tutta aderente al messaggio di speranza, appunto, percepibile nella perdurante vicenda di quell’albero di cachi, sopravvissuto all’impatto bellico, inferto ad un Giappone già soccombente, mediante il duplice infierire atomico.

I semi di quell’albero, per ideazione nipponica stessa, sono stati e da tempo presi in considerazione, per il poter evidenziare il prosieguo della vita, oltre quelle cause ostative che sembrano annientarne del tutto la corrispondenza con il valore inestimabile dell’esistenza che vi viene ferita nella sacralità stessa della propria essenza.
Mediante quei semi, una gemmazione di speranza si esplica nel mondo, testimoniando il prevalere della continuità della vita, nella forza del superamento di una terribile prova, ingiunta fino ad una inesorabile riduzione di sopravvivenza, su una sofferta condizione primitiva.

Tale messaggio di speranza è particolarmente sottolineato, in questa peculiare interpretazione artistica dell’albero di cachi di Nagasaki, come stilisticamente mediata da parte del pittore Giulio Mottinelli, nel porsi idealmente in assonanza con gli auspicati periodi di ripresa, diffusamente sollecitati ovunque, nel raggio di diffusione delle conseguenze, a vari livelli, sperimentabili a margine della nota pandemia del Coronavirus.

Fra altri pronunciamenti nel merito, lo scrive, su questo numero, sopraggiunto nella cadenza periodica, di “Domani”, anche il presidente dell’ANTO, Arturo Mascardi, nel suo saluto introduttivo, a questa edizione, tradizionalmente pervasa, fra l’altro, anche da informazione medica – scientifica e da una ragionata combinazione di elementi utili atti a fare sinergia nell’attività sociale, andando, quindi, il vertice di questo sodalizio, pure, a rimarcare “l’auspicio che il prosieguo della campagna vaccinale, unitamente all’arrivo della stagione calda, possano contribuire a darci maggiore libertà e ci consentano di ritornare a una vita piena a contatto con gli affetti e con gli amici”.