Come ogni estate, seduto comodamente sullo sdraio in spiaggia, rispolvero una vecchia passione che puntualmente cessa con il ritorno al lavoro: la Settimana Enigmistica.

La SE è vecchia quanto mio padre. E’ stata fondata nel 1932 dal Cavaliere del Lavoro, Grande Ufficiale, Dottor Ingegner Giorgio Sisini di Corso. Uscì in un numero di 16 pagine e costava 50 centesimi di lire.

Tutte le volte che torno in edicola per acquistarla mi sorprende la grana della carta sulla quale è stampata e l’odore dell’inchiostro (lo so, è da malati).
Il rito è quello di sfogliarla, cercando di lasciarla intonsa, per vedere quali sono le sfide che mi attendono.
Le mie preferite sono il Corvo Parlante ed il cruciverba del Bartezzaghi.

Anche la scorsa estate   ho riscoperto la SE.
Analizzando gli enigmi ho notato con grande tenerezza come i personaggi chiave siano immutevoli: Susy è sempre in gran forma nonostante la sua età e rimane sempre la perfettina del gruppo con i suoi quesiti; il corvo è sempre panciuto e curioso (probabilmente quello di oggi sarà il figlio del figlio del figlio dell’originale); la signorina de Il confronto continua ad avere le labbra rifatte nonostante il tempo; l’Edipeo Enciclopedico riserva immancabilmente notevoli scoperte ed infine l’odiata sfinge alla quale non ho mai prestato molta attenzione è sempre lì, a pagina 5, immortale.

Insomma, tutte le volte è un piacere cimentarsi ed osservare come questo periodico riesca ad attirare un pubblico sempre più vasto. Ah, nota di servizio: dal 2014 esce il giovedì e non più al sabato.
Quest’anno ho voluto provare la versione digitale per IPad ma continuo a gradire la carta. Scrivere con le dita non mi fa provare il gusto di pasticciare con la matita, la gomma e il righello.

L’unica differenza di questa estate ? Siamo a dicembre e continuo ad acquistarla.
Stavolta mi sono proprio affezionato. Vai così SE.