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Brescia – “Conciliare impresa e profitto con il bene comune”, ispirandosi alla dottrina sociale della Chiesa.
Concetto trattato nel libro, scritto da Anna Della Moretta, dal titolo “La sfida dei talenti” che è stato pubblicato, con il contributo di una serie di sostenitori, dalla sezione bresciana dell’Ucid (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti), in occasione del sessantennio decorso dalla fondazione di tale forma cattolica di aggregazione, avvenuta nel 1947, per opera di padre Ottorino Marcolini, di cui il volume reca, fra l’altro, alcune immagini fotografiche, unitamente ad altre, aderenti alla realtà bresciana, come quella dell’inaugurazione della galleria cittadina “Tito Speri” nel Secondo dopoguerra (25 aprile 1951) e la partecipazione di Sandro Pertini alle celebrazioni per l’ottavo anniversario della strage di piazza della Loggia, nel maggio 1982.

In una ramificata attenzione nei riguardi della sessantennale ricorrenza per l’Ucid che si approssima, ormai, a sancire, con il volgere del tempo prospettato verso il 2017, l’incidenza di un ulteriore decennio, assommante una settantennale pertinenza, il libro specifica, fra l’altro, che “l’Ucid di Brescia vuole continuare tale opera con la partecipazione appassionata, professionale ed eticamente connotata, allo straordinario sviluppo di un’umanità assetata di giustizia, di rispetto e valorizzazione delle persone, in una visione “lunga” locale e globale. In spirito di servizio alla società che circonda le loro fabbriche, i loro uffici, le loro famiglie. Nella profonda convinzione che da esse possano continuare a germinare vita e speranza per tutto l’uomo e per tutti gli uomini (…)”.

Anna Della Moretta
Anna Della Moretta

Il fulcro ideale fondante, di questa organizzazione laicale importante, si staglia nell’ambito di quella concezione di vita ecclesiale che è intesa in un modo concomitante rispetto all’interpretazione di una responsabilità sociale nella gestione imprenditoriale, perchè nella stessa attività risulti come impegno performante, sul piano della vocazione personale, la ricerca di un profilo d’azione edificante, su cui i valori evangelici siano a perenne sprone di un riferimento trainante.

“Ho sempre sentito l’intraprendere come una manifestazione della singolarità e della libertà della persona umana: chiunque eserciti un’attività economica si assume sempre una responsabilità verso se stesso, verso i suoi collaboratori, verso i clienti e i fornitori, verso l’ambiente e la società”: afferma, fra l’altro, l’ing. Ferdinando Cavalli, allora presidente dell’Ucid di Brescia, nel suo interessante apporto esperienziale, espresso nella robusta sostanza scritta di un’efficace introduzione al libro che è, a sua volta, complessivamente sviluppato secondo un’interessante rosa di numerose interviste, per un’accurata esposizione plurale.

In questa considerazione, manifestata da chi era al vertice bresciano del sodalizio in questione, al momento dell’uscita in stampa della pubblicazione, sembrano, fra l’altro, potere intervenire, a favore di un’evocativa spiegazione, anche i vari elementi simbolici che l’Ucid stessa aveva adottato nel proprio emblema cardine d’identificazione, per delineare figurativamente, attraverso un’allegorica individuazione, quel logo caratteristico che, entro la scritta circolare di “Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti” reca esplicitamente “La vela: simboleggia il progresso scientifico e tecnico, frutto dell’intelligenza dell’uomo, fatto ad immagine e somiglianza di Dio. La Croce: illumina e guida la navigazione. La barca: simboleggia l’impresa. Il mare: rappresenta la realtà esterna dove l’imprenditore conduce l’impresa al servizio del bene. Il pescatore: rappresenta l’imprenditore”, secondo un genuino ermetismo di immagini che sono idealmente decifrabili, oltre il loro impatto visivo, come è nelle migliori tradizioni delle manifestazioni esoteriche iniziatiche.

logo ucidNel caso specifico, trattasi di una corale condivisione attorno a quell’ispirazione valoriale divulgata, fra l’altro nel libro, nella prospettiva di quei significati che sono rappresentati dalla dichiarazione enucleata in seno all’Ucid stessa che “nostro compito è, quindi, innanzitutto quello di fare bene gli imprenditori, senza mai rinunciare ai principi della correttezza, dell’integrità e della competenza. Si tratta, allora, di conciliare profitto, responsabilità sociale e sviluppo sostenibile, senza dimenticare che nel bilancio della nostra attività aziendale non possiamo esimerci dal farci carico della complessità sociale in cui viviamo”.

Poco più di duecentosessanta pagine attestano la storia di questo sodalizio, approfondito nel peculiare ambito bresciano, per il tramite di una ricca varietà di significative interviste, strutturate in bell’ordine nelle parti rispettivamente ispirate a “Il dopoguerra”, “Il boom economico”, “La rivoluzione dei costumi e gli anni piombo” ed al capitolo analogamente affacciato su un peculiare periodo corrispondente, nella formulazione riguardante quanto racchiuso nei termini di “Verso il nuovo millennio e il mondo globalizzato”, mentre altre autorevoli testimonianze di alcuni referenti dell’Ucid, nelle persone di Enrico Sivioli, Ivo Ferraguti, Emilio Chini e Margherita Franzoni, contrassegnano i contenuti di chiusura della pubblicazione, a sua volta affidata, per l’epilogo, ad una consona conclusione, nella quale è ribadita l’eco allusiva della parabola evangelica “dei talenti” (Matteo, 25 – 14,30) per quell’ispirazione operativa che risulta pure funzionale per suggellare una tensione programmatica associativa che è stata, per altro, rimarcata nella scelta del titolo della stessa pubblicazione.

Grazie all’accurato lavoro della giornalista Anna Della Moretta,La sfida dei talenti”, espone tematiche legate tanto al sodalizio, protagonista del libro, quanto connesse alla società ed all’economia in continua trasformazione che trovano voci, per alcuni aspetti utili ad una loro rappresentazione, in quelle rispettivamente sollecitate, nel merito, in Giuseppe Camadini, Renzo Capra, Giovanni Giavazzi, Marco Vitale, Umberto Bianchi, Angelo Ferro, don Giuseppe Castellanelli, Agostino Mantovani, Renato Zaltieri, Mario Taccolini, mons. Francesco Beschi, Gian Battista Lanzani, Renzo Bozzetti, Mino Martinazzoli, Giuseppina Conte Archetti, Enrica Lombardi, Pierpaolo Baretta, don Ruggero Zani, Gianfranco Rusconi, Giovanni Bazoli, Savino Pezzotta.

Copertina
Copertina

Come spiega Anna Della Moretta, nella prefazione di questa opera monografica, realizzata in un’apposita edizione temporalmente improntata ad una valenza storica, “(…) scopo principale del lavoro è quello di fornire alcune chiavi interpretative della multiforme realtà contemporanea, sottolineando la straordinaria modernità e fecondità di un approccio al fare impresa basato su istanze che pongono l’etica e la persona al centro dell’economia. E’ il cammino futuro, dopo che la Storia ha mostrato i limiti della grandi illusioni novecentesche del liberismo e del collettivismo”.

In questo slancio, la messa a frutto di strategie e di capacità volte a dare seguito a tali ideali istanze, pare trovare un notevole nesso significante nella esortazione che papa Benedetto XVI aveva espresso ai membri dell’Ucid, convenuti a Roma per l’udienza speciale a loro riservata il 4 marzo 2006, nell’indicare, fra l’altro, quale orientamento fondante, il monito evangelico presente nella metaforica considerazione dei “talenti”, in ordine all’allegorica indicazione volta a “valorizzare ogni persona per quello che è, e che può dare, secondo i suoi talenti, rifuggendo da ogni forma di sfruttamento”.

Una indicazione che, nel carisma costitutivo dell’Ucid, pare stagliarsi nel perseguimento delle attività che il medesimo sodalizio promuove nella cura di un programma sociale, dedicato a temi posti al centro di incontri formativi e di condivisione, seguiti anche da un assistente ecclesiastico diocesano, attualmente nella figura di don Daniele Saottini, avvicendatosi a Brescia in tale ruolo a don Giuseppe Castellanelli che, al tempo dell’edizione del libro, ha contribuito alla stesura della pubblicazione stessa, rilasciando alla giornalista un’intervista nella quale emerge pure questa considerazione: “Guardiamo la realtà: il mondo dell’imprenditoria e della finanza inducono a lasciarsi trasportare in modo passivo dal liberismo economico, da cui nasce la convinzione che sia inutile pretendere di imporre alle leggi economiche un valore etico e morale o un indirizzo personalistico capace anche di far deviare determinate norme. Per contrastare questa tendenza, credo che la proposta dell’Ucid e della Dottrina sociale della Chiesa siano giuste perchè i principi morali ed etici devono stare alla base di ogni azione umana. Per di più, mi sembra che, prima in America e ora in via di penetrazione anche da noi, stia maturando l’idea che un’azienda non è valida solo per i conti economici, ma anche per il valore sociale che produce”.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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