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Huesca, Spagna. Mentre piangiamo i morti di Barcellona e il mondo intero a loro dedica alle 12 di oggi un minuto di silenzio, voglio pensare alla Spagna che da sempre amo e che ho pienamente vissuto proprio in questi giorni d’agosto.

La Spagna libera e forte. Appassionata e festosa. La Spagna che non molla. Che non ha paura. La Spagna di quegli abitanti di Barcellona che questa mattina sono scesi nelle strade della città. Per dire a coloro che attentano alla libertà che loro non hanno paura.

A questa Spagna ho pensato mentre scrivevo queste righe dedicate a Huesca e alla sua fiesta.

Huesca, Pirenei, agosto 2017
Huesca, Pirenei, agosto 2017

Perché se c’è un circostanza che riunisce all’unisono tutti i iberici questa è proprio “la fiesta”.

Una delle più appassionate è quella della città di Huesca nel cuore dei Pirenei.

Huesca, Pirenei, agosto 2017
Huesca, Pirenei, agosto 2017

Così se vi capita di essere in Spagna per le vacanze estive il consiglio è quello di partecipare alla “Fiesta di San Lorenzo” che a cavallo di ferragosto, per una settimana anima, anzi entusiasma, tutta la popolazione dell’angolo di Aragona alla pendici delle montagne.

Per l’occasione ritornano anche gli emigrati, che rigorosamente vestiti di bianco con una fascia o foulard verde, si uniscono al totale dei cittadini che per sette giorni, notti comprese, animano le vie, le piazze, l’arena in una fiesta contagiosa.

Anche Honey alla festa di San Lorenzo di Huesca, Pirenei, agosto 2017
Anche Honey alla festa di San Lorenzo di Huesca, Pirenei, agosto 2017

I turisti si contano sulle dita di una mano, sono gli unici non in bianco e verde. Niente tori scatenati per strada ma migliaia di persone scatenate e accalcate che cantano, ballano e soprattutto bevono sangria.

La Sierra de Guara
La Sierra de Guara

Huesca è la porta di ingresso alla Sierra de Guara, un parco nazionale  dalle spettacolari  gole e picchi vertiginosi, che qui chiamano Mallos, dove gli alpinisti condividono le pareti strapiombanti con grifoni e il raro avvoltoio barbuto.

Huesca
Huesca

Nessuno è esente dalla fiesta, le differenze di classe si notano dalla cura nei candidi vestiti delle signore, ma la fiesta è per tutti, e per non essere di meno all’ufficio informazione nella plaza Maior mettono un foulard verde anche al mio cane.

Di “sacro” c’è rimasto ben poco, il profano ha il sopravvento e  alla chiesa dedicata al Santo ci fanno tappa pochi osservanti. Se non fosse per il momento alla cattedrale che dà il via alla fiesta, del Santo, arrostito secondo la storia, anzi asado sulla graticola, rimangono solo delle insegne luminose a forma di graticola, a mo’ di addobbi natalizi , appese e un poco kitsch per le vie della città.

La fiesta ha inizio quando i “les danseurs de Hesca” fanno il primo ballo in onore del Santo dinnanzi alla basilica, la folla accalcata forma un cerchio, poi le danze si spostano per le vie della città in un turbinio di eccitazione collettiva che cresce man mano che la sangria, il dolce vino fruttato spagnolo, scende negli stomaci dei festaioli bianchi e verdi.

Unico momento di religioso silenzio è il passaggio della processione con le reliquie di San Lorenzo, conservate in un mezzo busto del XVI secolo. Poi il sacro transita velocemente verso il profano e il dolce vino scorre a fiumi: da San Lorenzo si passa a “SanGria”!

Grandi tavolate per le strade e il vino inebriante, oltre che nelle pance, diviene arma per rossi gavettoni, urla, canti, fiesta. In poco le candide vesti del popolo di Huesca da bianche divengono colorate di rosso sangue,  come quello che scorrerà nell’arena per il combattimento taurino al finale della settimana.

Una consuetudine talmente radicata che nei negozi per i turisti sono in vendita magliette bianche già macchiate di rosso!

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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