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Verona – Sono passati trentacinque anni da quando Alfredo Troisi, allora segretario generale del Consorzio “Verona tutto l’anno”, ora Segretario Generale della Fondazione Verona per l’Arena, ebbe l’intuizione di utilizzare gli arcovoli dell’Arena per una rassegna di presepi, ed ancora la stella, che è nata nella sua mente quale simbolo della rassegna, torna a splendere in Piazza Bra.

Questa che dall’invaso dell’Arena si tuffa nello spazio immenso della Bra ha assunto nel tempo valori e significati autonomi tali da renderla apprezzata per se stessa e non più solamente in stretta connessione con la “Rassegna Internazionale dei Presepi” in Arena.

E ciò lo dimostra la fama che ha avuto questa archiscultura, ideata da Alfredo Troisi e progettata da Rinaldo Olivieri, nata da un’intuizione maturata guardando la pianta della città caratterizzata dal doppio vuoto della cavea dell’Arena e dell’antica braida militare, ora Bra.

Questo immenso arco vuol essere una linea ideale che collega lo spazio areniano con quello urbano, un arco di luce ed acciaio che prende avvio dal tempio della musica per cadere, come una grande esplosione di linee perennemente dinamiche, tra i cittadini infreddoliti dalle nebbie invernali e dare loro un’occasione di incontro in un luogo luminoso e felice.

L’idea di questa archiscultura ha funzionato e vive e può vivere ancora a lungo autonomamente per i propri valori espressivi, come risulta anche dalle richieste che vengono fatte per avere la stella per altre occasioni nel mondo.

La stella è nata per l’Arena e la Bra, per un rapporto stretto tra la storia dell’Arena e quello della città di Verona, ma potrebbe assumere e mantenere la sua alta espressività anche in altri luoghi dove altri cittadini volessero cercare un luogo luminoso e felice d’incontro.

Quest’anno, a causa di urgenti, improrogabili lavori nell’Anfiteatro areniano, la Rassegna “Presepi dal mondo in Arena”, evento unico nel suo genere, viene temporaneamente spostata nella prestigiosa sede (completamente riscaldata) del Palazzo della Gran Guardia di fronte all’Arena, mantenendo inalterati il suo fascino e la sua spettacolarità, oltre ad elevare ancor più il suo livello artistico.

La Gran Guardia ben rappresenta l’evoluzione dell’architettura veronese, d’eredità dell’originario, grandioso e sobrio classicismo del Sanmicheli, saltando a pie’ pari il barocco, per concludersi con la ripresa dei valori architettonici rinascimentali in chiave neoclassica.

Dopo un lungo restauro, la Gran Guardia è oggi uno splendido centro espositivo polifunzionale, con sale conferenze, spazi per l’allestimento di mostre, ecc. Nel 2006 vi si è tenuta la grande mostra per il cinquecentennale della morte del Mantegna e sono in programma per il futuro numerosi altri eventi espositivi.

 

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