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Gattatico, Reggio Emilia. A 46 ani dalla scomparsa di Alcide Cervi, padre dei sette fratelli trucidati dai fascisti, ci sono ancora nuovi contributi letterari e di memoria sulla vicenda della famiglia Cervi.

Sabato 9 aprile dalle 15,30, nel 46° anniversario della scomparsa di Alcide Cervi (27 marzo del 1970), l’Istituto Alcide Cervi organizza un incontro sugli ultimi contributi di studio sulla vicenda della famiglia Cervi. Si tratta di produzioni riconducibili a generi diversi, fra i quali il saggio di ricerca storica, la riflessione sociologica, la narrazione, che se da un lato dimostrano l’attenzione sempre constante degli studiosi allo scavo di una vicenda nodale della storia recente, mai spenta nel tempo, dall’altro dimostrano anche la varietà degli approcci che ancora caratterizzano questi ed altri contributi.IMG_8601

A sua volta l’incontro intende essere un contributo ed uno stimolo ad una nuova attenzione alla storia della famiglia Cervi, nel senso di un rilancio della ricerca a partire dalla ricognizione delle produzioni più recenti. Nella consapevolezza che siamo tutti davanti ad una storia centrale per capire la Resistenza e anche tanto degli anni del dopoguerra, e che ancora parla al tempo presente e al mondo di oggi, non avendo ancora finito di raccontare e di svelarsi.

I contributi letterari che verranno presentati nella giornata di sabato 9 aprile:

“Storia delle storie di Lucia Sarzi” di Laura Artioli (2014, Corsiero Editore)
Sotto gli strati della leggenda che hanno avvolto le sue vicende di donna, di attrice e di partigiana, Lucia Sarzi (1920-1968) resta una figura di confine tra la precarietà e l’allegria della realtà quotidiana, le invenzioni fantastiche del mondo degli artisti girovaghi al quale appartiene, le storie, le voci e i miti che accompagnano l’epopea della Resistenza e dei fratelli Cervi, insieme ai quali Lucia Sarzi condivise una stagione eroica, febbrile e così fortemente radicata nell’immaginario popolare.
Laura Artioli lavora nell’ambito socio-educativo e coltiva dai tempi della laurea in filosofia la passione per gli studi storici e antropologici, occupandosi da sempre di storia delle donne.alcide cervi

“Papà Cervi e i suoi sette figli. Parole della storia e figure del mito” di Marco Cerri (2014, Rubbettino Editore)
Un originale approccio sociologico alla nodale vicenda della famiglia Cervi e dei sette Fratelli. Il libro indaga la nascita del mito dei Cervi ed il suo uso pubblico, analizzando per la prima volta l’evoluzione della famiglia nel dopoguerra e studiando le diverse fonti, fra cui quelle artistiche, che hanno contribuito a fare del sacrificio dei sette fratelli un evento fondante della memoria pubblica della Resistenza e della nostra identità repubblicana. Marco Cerri, sociologo, da tempo si occupa di crisi e trasformazione del welfare, del mutamento delle soggettività e delle trasformazioni del lavoro; e autore di numerosi libri e saggi, è alla prima esperienza di scrittura su un tema storico.adelmo cervi

“Io che conosco il tuo cuore” di Adelmo Cervi (con Giovanna Zucca, 2014, Edizioni Piemme)
Un ex-ragazzo di oggi, figlio di un padre strappato alla vita, racconta quel padre, Aldo, partigiano con i suoi sei fratelli nella banda Cervi, per rivendicare la sua storia e, al tempo stesso, per rivendicare di essere figlio di un uomo, non di un mito pietrificato dal tempo e dalle ideologie. Questa è una storia vera, talmente vera che sembra un romanzo. Il romanzo d’amore di chi sa bene che l’amore si nutre di libertà. Adelmo Cervi è figlio di Verina Castagnetti e Aldo, terzogenito dei sette fratelli Cervi fucilati dai fascisti al poligono di tiro di Reggio Emilia il 28 dicembre del 1943. Adelmo aveva appena compiuto quattro mesi.

Introduzione di:
Albertina Soliani, Presidente Istituto Alcide Cervi

Interventi di:
Laura Artioli, storica, autrice del saggio “Storia delle storie di Lucia Sarzi”
Marco Cerri, sociologo, autore del saggio “Papà Cervi e i suoi sette figli. Parole della storia e figure del mito”
Adelmo Cervi, testimone, autore del libro “Io che conosco il tuo cuore”

Coordina: Mirco Carrattieri, Università di Modena e Reggio e componente CS dell’Istituto Cervi

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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