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Brescia. Cambiamenti climatici, criticità ambientali che si impongono pesantemente sulla nostra salute, sul cibo e sulla qualità della vita sono oramai da tempo sotto gli occhi di tutti, hanno spinto un massa di giovani  a scendere nelle piazze per manifestare l’incertezza sul loro futuro e sulle sorti del nostro mondo.

Ci sono tanti modi per denunciare le malefatte dell’umanità sul “pianeta azzurro”, Mattia Marzorati  lo fa con la sua macchina fotografica. Ha scelto per il suo ultimo reportage la “terra dei buchi”, come molti chiamano la provincia di Brescia per le innumerevoli cave che dalla metà del secolo scorso hanno fatto della terra bresciana una gruviera unica in Italia.

Ma non solo… Quei buchi hanno accolto, a volte in odore di mafia, una assortimento di rifiuti dai più tossici ai radioattivi, accompagnati da disastri ambientali da primato europeo, è il caso della Caffaro e del PCB (PoliCloroBifenili) sostanze chimiche riconosciute a livello internazionale tra gli inquinanti organici più persistenti e pericolosi nell’ambiente e per la salute umana. Ne esce che in terra bresciana aria, acqua e suolo sono pesantemente compromessi da una situazione allarmante a cui non è data la giusta informazione agli abianti, derivante da una logica di sfruttamento legata al profitto ad ogni costo. Purtroppo su questo fronte Brescia vanta un triste primato e racconta di contadini costretti persino a sopprimere le mucche dal latte avvelenato!

Tre anni fa circa Mattia, armato con la sua macchina fotografica, inizia un lavoro di denuncia vagando tra cave e discariche, molte volte ben occultate alla vista, scattando centinaia di fotografie che sono confluite in un libro denuncia di cui il titolo non poteva essere se non “La Terra dei Buchi”. Presentato ancor prima della sua uscita al festival di Internazionale a Ferrara, è dal 1 ottobre disponibile per ora on line.

Il progetto “La Terra dei Buchi” è un reportage che indaga le criticità ambientali della provincia di Brescia, una delle aree più inquinate in Italia e in Europa. L’elevatissima concentrazione di discariche, la pessima qualità dell’aria, il record nazionale per numero di allevamenti intensivi e siti radioattivi e uno sviluppo industriale poco regolamentato hanno conseguenze devastanti per il territorio e i suoi abitanti. Il lavoro, scattato interamente a pellicola, ha lo scopo di far conoscere questa situazione attraverso una mappatura dei luoghi contaminati e le storie delle persone che ci vivono. Negli ultimi mesi vari studi hanno certificato il legame fra la tragica diffusione e mortalità del Covid-19 con la preesistente contaminazione dell’aria.

I bresciani nel frattempo non sono stati a guardare è negli anni  hanno dato vita a comitati di cittadini attivi che sono confluiti nella tavola provinciale Basta Veleni, da cui Mattia ha tratto ispirazione per l’inizio del suo reportage fotografico.

Mattia Marzorati nasce a Cantù (CO) nel 1992. Dopo varie esperienze nel campo della cooperazione internazionale decide di studiare fotografia e dedicarsi al reportage. I suoi lavori sono apparsi fra gli altri su L’Espresso, El Pais, Internazionale, National Geographic Italia, The British Journal of Photography, Sky, Vogue.

Il libro è ora in prevendita sul sito della casa editrice Seipersei a questo link: https://seipersei.com/products/la-terra-dei-buchi-by-mattia-marzorati

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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