Brescia. Il treno della memoria, quella tradotta  che portava i soldati al fronte dell’Adamello nella prima guerra mondiale, con i luoghi del grande conflitto rivive nelle fotografie di Eros Fiammetti e Franco Solina in una mostra che è stata inaugurata sabato 6 febbraio alle 17,00 presso il museo Nazionale della Fotografia, in contrada del Carmine 2F a Brescia.

Due fotografi d’eccezione per rievocare con le fotografie dei luoghi le immagini severe di quei tempi di guerra. La mostra rimarrà aperta al pubblico sino al 28 febbraio.fiammetti_solina_treno-2016

Artisti della macchina fotografica sono lì sulla linea ferroviaria. C’è una strana animazione sul piazzale ovest della stazione ferroviaria di Brescia. Sui binari della ferrovia Brescia-Iseo-Edolo è fermo un convoglio di chiara rievocazione storica. Vecchi vagoni e una locomotiva fumante e sbuffante, è la rievocazione delle tradotte che all’inizio del secolo scorso, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, percorrevano di continuo quella linea ferroviaria recentemente realizzata, e voluta dall’allora Presidente del Consiglio On. Giuseppe Zanardelli, unico bresciano a ricoprire la carica dall’unità d’Italia.

Le tradotte erano convogli che trasportavano la truppa verso il confine austrungarico in previsione dell’imminente conflitto mondiale. All’inizio del nuovo secolo si è tenuto a Brescia il secondo Raduno Nazionale dell’Associazione Alpini, il primo si tenne nel 1970, e in quell’occasione fu organizzata la rievocazione storica della tradotta un convoglio di vecchi vagoni carichi di salmerie e militari con divise dell’epoca, che percorse tutta la tratta fra un’ala festante di folla per tutti i cento chilometri tra Brescia ed Edolo, punto d’arrivo dove poi i soldati di allora proseguivano verso il confine per affrontare il Nemico sui monti dell’alta Valle Camonica e sostenere privazioni e lutti lungo i tre anni della famosa Guerra Bianca.

Franco Solina, alpinista fotografo, giornalista pubblicista, è nato a Brescia nel 1932. Come alpinista ha svolto la sua principale attività nei più importanti gruppi dolomitici dove, con il rovereto Armando Aste, ha tracciato nuovi itinerari di assoluto valore alpinisti. Nell’agosto del 1962 fu tra i componenti ella cordata che effettuò la prima scalata italiana della parete nord dell’Eiger.  Dal 1961 fa parte del Club alpino accademico italiano, nel 1977 gli è stato conferito l’ordine del Cardo per meriti umanitari in montagna. Socio Onorario del Museo Nazionale della Fotografia.

Eros Fiammetti, vive e opera a Brescia dove è nato nel 1932; fotografa dagli anni ’50 con film in bianco e nero. Realizza personalmente le stampe con metodo analogico/ tradizionale. Dal 1950 partecipa a concorsi nazionali e internazionali, ricevendo numerosi riconoscimenti. Partecipa a collettive e si propone in gallerie con personali.