Brescia – A domanda risponde. Un facile manuale interagisce con la curiosità suscitata nel lettore, mediante la proposta di un testo articolato nel suo diversificato spessore che è funzionale a sviluppare l’interpretazione concettuale che vi si coglie in proporzione.

“La perfezione proprio nelle cose ordinarie”, “Un cuore che si occupa alla perfezione della pulizia”, “Aver cura dei rapporti con gli altri”, “Non esistono sforzi inutili”, “Come superare le situazioni spiacevoli”, “Migliorare le capacità delle persone”, “Come vivere felici”, “Come procedere nel lavoro”, “Amministrare e gestire correttamente un’azienda”, “Vivere in questa società” e “Per non portare alla rovina il proprio paese”, sono le corrispondenze contenutistiche rivolte a quegli interrogativi che trovano riscontro nelle tematiche accennate, a proposito delle argomentazioni evocativamente esplicitate, nella varietà di questi titoli, ai quali tali ispirazioni appaiono rispettivamente configurate, attraverso il libro orientaleggiante con cui sono divulgate.

Data una retta ed un punto, l’equazione che, parallelamente, ne delinea le possibili coordinate, sul piano di un equilibrio personale, posto attorno alla ricerca di una migliore qualità della vita alla quale sono affidate, si accorda a quella scuola di pensiero, perpendicolare al concetto di “pulizia” che, negli auspicati coefficienti dello spazio interiore, si rende funzionalmente complementare ad una focalizzata strategia, per una metaforica simmetria di valori, sperimentata nelle esortazioni protese ed incoraggiate verso una costante miglioria.

Pulire è predicato verbale che, qui, è inteso nella sua più vasta e dinamica valenza plurale, per il tramite dei molteplici significati che, da quello ovvio e fondamentale, inducono, poi, a mettere in risalto, sia il senso dell’essenziale, che quello di una condivisione d’opera assurta alla polivalenza di un’utilità più generale e, spiegata in modo capillare, nello, fra l’altro, affermare: “Il proprio cuore viene purificato. Non ho mai sentito che il cuore di qualcuno si sia corrotto nel fare le pulizie. Anche le persone il cui cuore è considerevolmente corrotto e inquieto, facendo le pulizie, diventano di carattere gentile e mite. Si può purificare persino il cuore degli altri. Non ci sono persone che si arrabbiano nel vedere altri che fanno le pulizie. La quasi totalità delle persone, pur senza arrivare ad attaccare bottone, riesce a fare un cenno di saluto. L’ambiente circostante si anima e si rallegra. Se si pulisce alla perfezione una strada completamente coperta dall’immondizia, quel luogo comincia ad animarsi. Sembra quasi che anche gli edifici intorno nascano a nuova vita. Si crea ordine sia nelle cose che nel cuore delle persone intorno a noi. Persino nel caso di scuole dove, se solo si attraversano i corridoi, si viene investiti dalla puzza proveniente dai bagni, se la si pulisce a specchio, sembrerà palpitare nell’aria una nuova atmosfera di ordine e armonia. Dopo la morte, si ha la certezza di un’altra vita in cielo. Riguardo a questo quinto punto non c’è nulla che possa dire poiché neanch’io, in verità, ho ancora fatto quest’esperienza. Posso però confermare che, fino al quarto punto, è esattamente come ha detto il Buddha”.

Hidesaburo Kagiyama
Hidesaburo Kagiyama

In un pratico formato tascabile, il libro “Sojido – La via della pulizia- Per migliorare gli individui le imprese e la società”, sviluppa, in poco più di duecentoventi pagine, gli undici capitoli che la “Compagnia della Stampa” ha confezionato nell’edizione italiana curata da Rosario Manisera, presidente dell’associazione culturale italo-giapponese “Fuji”, sulla base dell’originale ideazione editoriale nipponica, a suo tempo realizzata per la cura di Tamiharu Kamei, in base allo scritto esperienziale di Hidesaburo Kagiyama, autore dell’opera dal titolo “Hitotsu hiroeba, hitotsu dake kirei ni naru” che, dalla lingua madre della nazione del Sole Levante, ha avuto espressione calzante in questo volume che si dettaglia fedelmente in quel diverso registro narrante, affidato al lessico italiano, in una efficace traduzione accattivante la lettura di un testo radicato nella sua più genuina armonia fondante.

Sojido” che significa “la via della pulizia”, nella visione di uno stile di vita che sottolinea le potenzialità del praticare l’azione vera e propria del pulire, anche come tattica di gestione di un’attività lavorativa, circostanziata nel riuscire a fare “squadra”, mediante il coordinamento dell’insieme delle risorse umane impegnate nelle realtà produttive da implementare nei vari parametri da perseguire, è l’unico termine giapponese conservato nel titolo della versione italiana dell’opera scaturita in quel lontano Paese, tradotta, nella lingua del Belpaese, da Maria Grazia Bresciani, Alessia Locatelli, Irene Valentinelli, Carlotta Zadra e da Rosario Manisera che, nell’ambito delle apprezzate attività del sodalizio di cui ne è il presidente, rivolge, fra le pagine introduttive della pubblicazione, la propria riconoscenza al “folto gruppo di traduttori della nostra associazione culturale che hanno reso in italiano il testo giapponese, a Sachimi Maeno che ci ha aiutato a rendere più chiari alcuni passi oscuri dell’originale e ad Adele Castelli che ha rivisto con impegno l’intera versione italiana rendendola scorrevole in modo ammirevole. Grazie, infine, ai lettori che leggeranno questi insegnamenti di Kagiyama e s’impegneranno con la loro vita per un’umanità migliore”.

Umanità che è, in questo modo, aggettivata nell’attributo applicatole a sprone, quale obiettivo per una potenziale crescita collettiva calibrata sull’orizzonte esplorato dallo stesso autore del libro, per quanto ne è derivato dal bagaglio conoscitivo da lui accumulato grazie a quell’itinerario personale cesellato poi nel mosaico delle considerazioni e dei consigli presentato al lettore, anche oltre la curiosa peculiarità del ravvisare la funzione della pulizia, come pratica individuazione di una ricercata sinergia, spendibile nel contesto gestionale sollecitato da una intraprendente inventiva.

Scrive, fra l’altro, Hidesaburo Kagiyama, nella pagina del volume, dedicata ad una sua nota di presentazione, che “giunto ormai a un’età avanzata, ho cercato di manifestare in più occasioni, diverse fra loro, a parole e per iscritto, quanto ho imparato nella vita, le sensazioni e le passioni che ho fatto mie grazie al vissuto quotidiano e ai rapporti, i più vari, avuti con gli altri”.

Il messaggio dell’autore, come, fra l’altro, risulta messo in chiaro da Rosario Manisera, nelle sue considerazioni che assecondano, fra le prime pagine del libro, l’ispirazione della quale la pubblicazione stessa è largamente foriera “è che, mediante la pulizia, il cuore e la mente degli esseri umani si trasformano, le persone cominciano a provare la dovuta riconoscenza per tutto quanto hanno ricevuto e sono più disponibili a donare, vivendo così una vita felice, perché in grado di apprezzare quanto di buono e di bello c’è sulla Terra”.

All’insegna della “pulizia come via di miglioramento” che cede il passo ad una educativa opportunità di rivalutazione pratica di quest’umile occupazione, per quanto dalla stessa se ne possono astrarre certe utili diramazioni verso quel cammino partecipativo che, in relazione allo stare con gli altri, ne sviluppa le implicite connotazioni, il libro “Sojido – La via della pulizia” interpreta, contestualmente all’eco analoga, costituita dal mite librarsi morale di sagge considerazioni, quell’interessante interconnessione con la virtù dell’umiltà cristiana che, similmente, educa alla speranza evangelica in una convinta risoluzione sovrana, rammentando, con le parole dell’evangelista Luca, che “chiunque si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato”.