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Ferrara. Si chiude domenica 19 febbraio alle 18, con l’appuntamento dedicato alla biografia e alla produzione del talentuoso ed eccessivo Mario Schifano il ciclo di incontri intitolato “Vite al limite”, organizzato a Ferrara Off per la tradizionale rassegna di approfondimento culturale “Domeniche d’inverno”. Il ciclo “Vite al limite” si terrà presso lo spazio teatrale di viale Alfonso I d’Este 13.

L’appuntamento, come già i precendenti, servirà per avvicinare il pubblico del teatro allo Stabat Mater che si terrà venerdì 14 aprile presso il Teatro Comunale Claudio Abbado, organizzato da Ferrara Musica in collaborazione con Ferrara Off, per la rassegna “Ferrara Sintonie”.Mario Schifano - vite al limite

– La bellezza spesso si trova dove il corpo e la vita si perdono. Vi sono nessi tra la vita di Cristo e le vite di alcuni artisti? La ricerca della verità dove porta? Queste sono le domande che mi sono posto per definire i contenuti di questa rassegna. In vista del concerto –  spiega il pittore Giacomo Cossio, curatore dell’iniziativa – ho voluto presentare e approfondire il lavoro di tre maestri del Novecento, Vincent Van Gogh, Jackson Pollock e infine Mario Schifano, perché ho ravvisato nella loro esistenza diverse assonanze con la figura di Gesù Cristo, per quanto intensamente hanno ricercato la verità, a discapito di sé stessi -.

Dopo il grande successo dei primi due incontri, il ciclo si concluderà con un ospite d’eccezione: affiancherà Cossio l’intervento del pittore Alberto Reggianini. – Mi auguro che anche la data dedicata a Schifano susciti tanta curiosità e attenzione: è stato un artista talentuosissimo, sublime interprete della pittura con la P maiuscola. Bello, eccessivo, famoso per la condotta libertina, per l’uso di droghe e per la vendita smodata di quadri nella Roma della dolce vita e poi in quella degli anni Settanta. Si è fatto interprete e custode di una italianità regina di grazia e di poesia, non ha eguali tra gli artisti suoi contemporanei. La bellezza spesso si trova dove il corpo e la vita si perdono -.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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