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Il Festival della Pace non si ferma alle tre giornate di novembre dello scorso anno, ma prosegue con iniziative per una cultura di pace anche nei mesi di gennaio e febbraio, con incontri e occasioni di riflessione sui temi della “pace positiva” e della non violenza, per promuovere lo sviluppo di una coesistenza pacifica e di una cultura di pace nell’ambito del progetto “Cantiere Internazionale per il Bene e la Pace dell’Umanità”.

Voluto dall’Amministrazione Comunale di Brescia, in collaborazione con la Provincia, l’Ufficio Scolastico Territoriale, le Università, la Diocesi e Fondazioni, Associazioni ed Enti.

Il primo appuntamento sarà martedì  16 gennaio alle 20.30 con la proiezione del film “Vita agli Arresti di Aung San Suu Kyi ” presso il cinema Nuovo Eden in via Nino Bixio 9 con ingesso gratuito.

La proiezione, in collaborazione con il Teatro delle Albe di Ravenna, sarà presentata da Mimmo Cortese ed interverranno il regista Marco Martinelli e l’attrice protagonista Ermanna Montanari, intervistati da Daniele Pelizzari.

Il film narra le vicende legate alla vita di Aung San Suu Kyi negli anni tra il 1988 e il 2008 e racconta  della sua lotta per la democrazia e la sua definitiva liberazione.

Aung San Suu Kyi è stata assegnataria del Premio Nobel per la Pace nel 1991, riconoscimento che ha potuto ritirare solo 21 anni dopo a causa della lunga detenzione e delle limitazioni impostele  dal regime birmano.

Oggi Aung San Suu Kyi è Ministro e Consigliere di Stato del governo del Myanmar, nella incerta e contraddittoria transizione di quelpaese verso la democrazia.

Nell’ultimo anno è stata al centro di dibattiti e polemiche per le sue prese di posizione rispetto alle vicende che hanno colpito il popolo Rohingya, una minoranza musulmana del paese asiatico, oggetto di diffuse e brutali violenze da parte dell’esercito birmano che hanno costretto all’esodo più di 500mila persone.