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Cremona. Ha tagliato il nastro dell’inaugurazione sabato 10 settembre la mostra “Janello Torriani, genio del Rinascimento che rimarrà aperta al pubblico sino al 29 gennaio del 2017 nelle sale del museo del Violino. Anche con il supporto di Cassa Padana e Fondazione Dominato leonense.

Genio sconosciuto e dimenticato, figura emblematica ed allo stesso tempo disorientante del panorama tecno-scientifico dell’Europa Rinascimentale.

Reietto dalla memoria collettiva, come le sue opere dalle più piccole alle ciclopiche, scomparse o coperte da segreto di stato, il genio Torriani esplose la sua inventiva presso le grandi corti imperiali d’Europa, da Carlo V a Filippo II. E’ lui a impersonare una delle “prime fughe di cervelli dal Bel Paese”.

La mostra riporta in superficie della memoria dopo 5 secoli la figura di un uomo che, a differenza di molti suoi contemporanei, aveva saputo amalgamare sapere, genialità e manualità; l’incarnazione del “saper fare” che sembra prerogativa della terra cremonese.

Forse complice la maestosa presenza del grande fiume Po, forse le nebbie o gli orizzonti infiniti della pianura che non pongono ostacoli, nemmeno alla fantasia o all’inventiva; sta di fatto che Cremona ha dato i natali a diversi personaggi del “saper fare” , unici ancora oggi nel Mondo. Basta pensare ad Antonio Stradivari e i suoi inimitabili violini. E al genio dimenticato del Cinquecento Janello Torriani.

Dalla sua vita nella terra natale a Cremona, dove iniziò la sua esistenza iperattiva  che lo crebbe: abile fabbro ferraio, orologiaio di nomea universale, ingegnere idraulico geniale, matematico di corte e inventore acclamato; nessun ostacolo alla mente e alla manualità.

Janello Torriani conobbe già in vita una fama che andava ben oltre le mura della propria città. Negli stati d’Italia, di Germania, nei Paesi Bassi, in Inghilterra, ma soprattutto nei regni Iberici, dove fu conosciuto come Juanelo Turriano, i contemporanei lo celebrarono per le sue meravigliose creazioni meccaniche, chiamandolo “principe degli orologiai”, “secondo Archimede” e “nuovo Dedalo”.

La mostra cremonese intende, rimembrando il passato di un genio, lanciare un monito per il presente: oggi più che mai abbiamo bisogno di stimoli per ravvivare la genialità tutta italiana, che apra una nuova strada per lo sviluppo e l’innovazione. Immettere novità dentro la realtà, questo è lo stimolo della mostra.

Ha scritto un giorno Albert Einstein:

“Non pretendiamo che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi può essere una grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.

La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e disagi, inibisce il proprio talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi è l’incompetenza. Il più grande inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita ai propri problemi.

Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. L’unico pericolo della crisi è la tragedia che può conseguire al non voler lottare per superarla.”

Parole che rappresentano la sintesi e il senso di tanto impegno per riportare alla luce una figura come quella di Janello Torriani.

Le sale della mostra al museo del violino sono disposte in 10 nodi tematici che portano il visitatore ad immergersi nelle vita e nella mente di un genio che spazia in diverse attività scientifiche, di innovazione e di manualità, sino alla ciclopica invenzione e costruzione dell’Artificio di Toledo, di cui in mostra c’è il modello, studiato, riprodotto in scala e costruito dagli studenti dell’istituto IPIA Ala Ponzone Cimino di Cremona.

Una delle tante collaborazioni delle scuole e istituti cremonesi che da un anno stanno lavorando al progetto Janello Torriani e creeranno durante i mesi della mostra, con il museo di Storia Naturale, una sorta di itinerario e museo diffuso nella città.

Infine un invito a visitare una mostra unica per gli argomenti trattati, ma soprattutto per il messaggio dello spirto di Torriani: una vita spesa sulla via dell’innovazione.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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