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Cremona. L’Archivio di Stato accoglie sino al 5 aprile una avvincente mostra documentaria e fotografica che racconta la vita sul grande fiume, della fruizione del Po da parte dei cremonesi che negli anni hanno frequentato e vissuto con attività sportive e ricreative sulle sue sponde.

Lidi, canottieri, associazioni sportive si sono succedute nel tempo facendo crescere attività agonistiche e amatoriali, ludico-ricreative che ora sono raccontate dalla mostra in occasione della Giornata Nazionale del Paesaggio.

La mostra che è tratta dal libro “La vita sul Po a cremona dal 1839 al 1959” è a cura di Roberto Caccialanza, Cavaliere dell’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”, Membro dell’Associazione Cavalieri della Repubblica Italiana della Provincia di Cremona e Membro della European Society for the History of Photography.

Il libro da cui sono tratti documenti e fotografie è stato presentato nel 2018, è uno studio che ricostruisce quanto è accaduto lungo le rive del Po a Cremona in 120 anni di attività ricreative e di sport acquatici praticati a livello sia amatoriale che agonistico.

Riaffiorano dall’oblio date, fatti, nomi, aneddoti, eventi, curiosità, sembianze di persone che hanno vissuto il Po, panorami del fiume che non esistono più, documenti, fotografie, cartoline, oltre a una enorme quantità di informazioni inedite e oltre 200 splendide immagini, molte delle quali mai viste prima.

La storia della vita sul Po inizia nel 1839, con le notizie che il Municipio registrava in relazione ad annegamenti e salvataggi avvenuti nel Cavo Morbasco e nel Po, e si conclude nel 1959 con i primi ori di atleti nuotatori cremonesi a livello nazionale; racconta della fruizione del fiume da parte dei cremonesi, con particolare riguardo verso coloro che hanno dato impulso al movimento agonistico remiero e natatorio, fino alla nascita e ai primi passi della squadra di pallanuoto. Il capitolo “Dal fango delle lanche alla serie C”, curato dal compianto Renzo Risari, tratta del primo ventennio di attività del movimento pallanotistico cremonese (1950-1970).

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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