Oggi riflettevo su una cosa.

Quello di oggi, è un mondo pieno di stimoli, ispirazioni e contraddizioni.
Tutto ciò che nasce dall’ingegno umano, oggi, viene conosciuto da tutti in tempi rapidissimi attraverso la rete, la TV, il telefono e chi più ne ha più ne metta.

Ma con la stessa velocità con la quale queste scoperte vengono conosciute ed apprezzate, esse vengono presto dimenticate o date per scontate. Viene a mancare quella sorta di “periodo di apprezzamento” riservato ad ogni grande novità che si rispetti.

Ecco quindi che una scoperta scientifica, un app rivoluzionaria, una edificio futuristico o una conquista civile finiscono velocemente nel calderone dell’ovvio affamati come siamo di novità che soddisfino la nostra incontenibile fame.

Mia madre mi dice sempre in rigoroso dialetto bresciano: “Ormai hanno già inventato tutto. Non vi manca più nulla”. Come darle torto. Siamo circondati dal nuovo e non ce ne accorgiamo neppure se non per quelle poche ore nelle quali lo abbiamo scoperto.

Bisognerebbe fermarsi, apprezzare e “digerire” con i giusti tempi tutto ciò che ci viene proposto.
Sia ben chiaro: non tutti corrispondono al profilo che ho descritto, ma le nuove generazioni stanno crescendo con questa indole. Almeno a me pare così.

Probabilmente l’unica cosa straordinaria alla quale non ci siamo ancora abituati é la nascita di una nuova vita.