Soncino, Cremona. Il museo della Stampa di Soncino ha organizzato per domenica 21 giugno alle ore 16.00  presso la Sala Convegni dell’Ex Filanda Meroni la presentazione de  “L’Alba dei Bernardino_Loschi,_Aldo_Manuziolibri” di Alessandro Marzo Magno. A cinquecento anni dalla morte di Aldo Manuzio il saggio storico racconta la straordinaria avventura imprenditoriale e culturale della prima industria moderna. Si tratta di un interessante approfondimento sull’attività del tipografo veneziano, sulle sue scoperte e invenzioni ma anche dei suoi incontri con altri stampatori tra cui Gershom Soncino che viene citato in alcuni passaggi del libro quale il più importante stampatore ebreo del suo tempo.

Aldo Manuzio è il genio che inventa la figura dell’editore moderno. Prima di lui gli stampatori erano solo artigiani attenti al guadagno immediato, che riempivano i testi di errori. Manuzio si lancia in progetti a lungo termine e li cura con grande attenzione: pubblica tutti i maggiori classici in greco e in latino, ma usa libri 1l’italiano per stampare i libri a maggiore diffusione. Inventa un nuovo carattere a stampa, il corsivo. Importa dal greco al volgare la punteggiatura che utilizziamo ancora oggi: la virgola uncinata, il punto e virgola, gli apostrofi e gli accenti. Dalla sua tipografia escono il capolavoro assoluto della storia dell’editoria, il Polìfilo di Francesco Colonna (1499), ma anche il bestseller del Cinquecento, il Cortegiano di Baldassar Castiglione, il libro-culto della nobiltà europea.

Alessandro Marzo Magno racconta la straordinaria avventura imprenditoriale e culturale della prima industria moderna. Perché nei primi magici decenni del Cinquecento a Venezia si inventa quasi tutto ciò che noi conosciamo del libro e dell’editoria. Venezia era una multinazionale del libro, con le più grandi tipografie del mondo, in grado di stampare in qualsiasi lingua la metà dei libri pubblicati nell’intera Europa.

Il luogo dove venne stampato il primo Corano in arabo, il primo Talmud, il primo libro in armeno, in greco o in cirillico bosniaco, dove sono stati venduti il primo tascabile e i primi bestseller. La Serenissima resterà la capitale dei libri finché la Chiesa, che considerava la libertà di stampa un pericolo, non riuscirà a imporre la censura dell’inquisizione. Pietro Aretino, prima star dell’industria culturale e prototipo degli intellettuali italiani, da idolo delle folle diventerà un reietto. E la libertà di stampa cercherà nuovi rifugi nell’Europa del Nord.

 

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.