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Cremona – Presso il Teatro Cinema Filo, nelle giornate di venerdì 20, sabato 21 e domenica 22 ottobre, verrà proiettato “L’altra metà della storia”, film drammatico diretto da Ritesh Batra, con Jim Broadbent, Charlotte Rampling, Harriet Walter, Michelle Dockery, Matthew Goode.

Tony Webster è un settantenne divorziato che possiede un negozietto in cui si vendono e riparano vecchia macchine fotografiche. È divorziato e ha una figlia che sta per partorire in seguito a un’inseminazione artificiale perché non vuole aver un partner. Un giorno Tony riceve una lettera da uno studio notarile che l’informa che la madre di Veronica, una sua fiamma dei tempi del liceo, gli ha lasciato un diario in eredità. Il lascito è ora nelle mani della donna. Il passato torna ad affacciarsi nella vita dell’uomo.

Se nel film precedente, il regista inglese utilizzava il cibo come trait d’union tra due persone che non si conoscevano ma finivano con il desiderare di incontrarsi, qui mette il suo protagonista a confronto con un passato che di fatto non conosce avendo voluto relegarlo in quella terra oscura che è il rimosso. Il film si basa su un romanzo di Julian Barnes del 2011 e si muove costantemente su un doppio binario tra presente e passato.

Nell’oggi c’è la vita immersa nella quotidianità e nella prevedibilità più assolute in cui anche la figlia madre in proprio viene vista da Tony come parte di un quadro senza tinte accese. Finché non arriva una lettera che sposta i termini della questione. Vedere entrare in gioco Charlotte Rampling nel ruolo di Veronica anziana fa scattare un quasi inevitabile rimando a 45 anni di Andrew Haigh perché anche in quel caso una lettera rimetteva in discussione degli equilibri apparentemente ormai acquisiti in via definitiva.

Il punto di forza di questo film dalla struttura e dalla recitazione che potremmo definire ‘classiche’ è dato dal continuo confronto tra l’esplorazione a tentoni del mondo compiuta nell’adolescenza e lo sforzo di garantirsi un modus viventi privo di scosse nell’età matura. Dalla gabbia delle scuole superiori gli studenti sono pronti per entrare nella più grande gabbia dell’università e intanto si guardano intorno cercando di trovare un filo di Arianna nel labirinto dei sentimenti e del rapporto con la Cultura e con la Storia (quella dei singoli e quella dei popoli). Ma i sentimenti accesi e le frustrazioni altrettanto difficili da controllare anche (e soprattutto) sul piano della sessualità possono produrre reazioni tanto aspre da lasciare segni indelebili a cui non è facile attribuire quel ‘senso di una fine’ a cui fa riferimento il titolo originale.

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