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“Le fiamme che stanno consumando l’Amazzonia non sono un problema solo per il Brasile, ma per l’intero Pianeta. Con l’aumentare degli incendi, infatti, aumentano anche le emissioni di gas serra, favorendo ulteriormente l’innalzamento della temperatura globale e, conseguentemente, il verificarsi di eventi meteorologici estremi che rappresentano un grave pericolo per la fauna selvatica e la vita di migliaia di persone.

Agire per porre fine alla deforestazione dell’Amazzonia deve essere un obiettivo globale e un obbligo per chi guida il Paese” dichiara Marcio Astrini, di Greenpeace Brasile. “Gli incendi che stanno devastando l’Amazzonia stanno distruggendo l’immagine del Brasile a livello internazionale. Perfino il settore agroindustriale ha ammesso che le politiche anti ambientaliste del governo possono causare danni economici. Nel frattempo, Bolsonaro non ha annunciato alcuna misura concreta per combattere la deforestazione”.

L’allarme lanciato da Green Peace, WWF e molte altre associazioni per gli eventi che stanno accadendo nel grande polmone verde del Pianeta. Dall’inizio dell’anno gli incendi in Brasile sono aumentati dell’ 83% rispetto allo stesso periodo del 2018, e sono circa 73 mila i roghi registrati nel paese di cui il 52% proprio in Amazzonia.

E l’uso del fuoco è direttamente collegato alla deforestazione, perché è una delle tecniche utilizzate per creare nuovi spazi per coltivazioni, allevamenti e miniere. A causa della deforestazione, la foresta amazzonica nel territorio brasiliano sta perdendo una superficie pari a oltre tre campi da calcio al minuto.

Scendono in campo anche numerose celebrità internazionali, tra cui un attore da sempre in prima linea per la difesa della natura: Leonardo DiCaprio. Il Premio Oscar ha infatti annunciato la donazione di 5 milioni di dollari per affrontare la crisi degli incendi.

Sorvolando gli stati di Rondônia e Pará, una squadra di Greenpeace Brasile ha documentato con nuove immagini drammatiche gli incendi che, nelle ultime settimane, stanno devastando la foresta amazzonica. Tra gennaio e agosto 2019, il numero di incendi nella regione è aumentato del 145 per cento rispetto allo stesso periodo del 2018.

In Amazzonia incendi e deforestazione vanno di pari passo. Quest’anno il 75 per cento dei focolai si è verificato in aree che nel 2017 erano coperte dalle foreste e che successivamente sono state deforestate o degradate per lasciare spazio a pascoli o aree agricole. Negli stati di Rondônia e Pará, ad esempio, gli incendi mostrano chiaramente l’avanzata dell’agricoltura industriale nella foresta, spesso per far spazio a pascoli per il bestiame e colture, soia in particolare, destinate alla mangimistica.Dei 6.295 focolai registrati tra 16 e il 22 agosto, il 19 per cento si è verificato in aree naturali protette, il 6 per cento delle quali appartengono a diversi Popoli Indigeni.

La distruzione delle foreste è una delle principali cause del cambiamento climatico e della massiccia estinzione delle specie a cui stiamo assistendo, oltre ad essere spesso associata alla violazione dei diritti umani. Come è stato ribadito a inizio mese dall’IPCC (Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici), proteggere le foreste è fondamentale per affrontare la crisi climatica che stiamo attraversando.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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