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Cremona. In occasione del Giorno della Memoria  l’attrice cremonese Chiara Tambani metterà in scena “L’amore come unica soluzione”, recital teatrale tratto dal diario di Etty Hillesum. Il sipario si alzerà venerdì 28 gennaio alle ore 21 presso la sala Polifunzionale Chiesa Vecchia di Casaletto Vaprio e domenica 30 gennaio alle ore 21 presso la chiesa di San Rocco a Offanengo.

Etty è una giovane donna di Amsterdam, intensa e passionale. È ebrea, ma non osservante. A poco a poco, la realtà della persecuzione comincia a infiltrarsi nella sua vita. Ma, quanto più il cerchio della persecuzione nazista si stringe, tanto più Etty sembra acquistare una straordinaria forza dell’anima. Non pensa un solo momento, anche se ne avrebbe l’occasione, a salvarsi. Pensa a come potrà essere d’aiuto ai tanti che stanno per condividere con lei il «destino di massa» della morte amministrata dalle autorità tedesche. Confinata a Westerbork, campo di transito da cui sarà mandata ad Auschwitz, Etty esalta persino in quel «pezzetto di brughiera recintato dal filo spinato», la sua capacità di essere un «cuore pensante».

Se la tecnica nazista consisteva innanzitutto nel provocare l’avvilimento fisico e psichico delle vittime, si può dire che su Etty abbia provocato l’effetto contrario. A mano a mano che si avvicina la fine, la sua voce diventa sempre più limpida e sicura, senza incrinature. Anche nel pieno dell’orrore, riesce a respingere ogni atomo di odio, perché renderebbe il mondo ancor più «inospitale». La disposizione che ha Etty ad amare è invincibile. Nel suo diario, scritto tra il 1941 e il 1943, ci lascia una meravigliosa testimonianza coraggio, speranza,  amore per la vita e per l’umanità intera.

«Se un uomo delle SS dovesse prendermi a calci fino alla morte, io alzerei ancora gli occhi per guardarlo in viso, e mi chiederei, con un’espressione di sbalordimento misto a paura, e per puro interesse nei confronti dell’umanità: Mio Dio, ragazzo, che cosa mai ti è capitato nella vita di tanto terribile da spingerti a simili azioni?». Etty pensava che sarebbe bastato un solo tedesco “buono”, e quest’unico tedesco avrebbe meritato di essere difeso, perché grazie a lui non si avrebbe più avuto il diritto di riversare l’odio su un popolo intero e di prendersela con Dio.

Etty aveva 27 anni quando iniziò a scrivere ad Amsterdam e 29 quando fu uccisa ad Auschwitz nel novembre 1943, dove persero la vita anche i genitori e un fratello. Prima della sua partenza per il campo di transito nazista di Westerbork, nel nord est dell’Olanda, Etty consegnò i diari all’amica Maria Tuinzing. Le chiese di portarli allo scrittore Klaas Smelik, nel caso in cui lei non avesse fatto ritorno, con la preghiera di curarne la pubblicazione.