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A Cignano, piccolo borgo sperduto nella bassa bresciana, c’è un negozio che vende un po’ di tutto: dai prodotti di cartolibreria ai tabacchi, dai giornali agli articoli casalinghi, alle merci di ogni genere e tipo.

Essendo l’unico negozio “non alimentari” del paese, si può trovare tutto quello che ti serve, e quello che non c’è viene procurato in poco tempo. In parole povere, un vero e proprio emporio dal sapore antico.

Di cosa stiamo parlando? Dell’Antica bottega Tomasini, inaugurata così come la si vede oggi nel lontano 1928, ma le cui origini affondano addirittura nel Seicento.

Attualmente il negozio è gestito da Carla Tomasini, aiutata dal fratello Alessandro che è un socio speciale, con la passione per la storia. Passione che lo ha portato a scrivere un libro che, attraverso accurate ricerche toponomastiche e catastali, ripercorre le vicende della bottega, dal seicento fino ai giorni nostri.

Enrico Tomasini (1859-1919) – Titolare osteria dal 1892 al 1919

Si scopre così che il loro bisnonno Enrico, originario di Manerbio, nella seconda metà dell’Ottocento gestiva un’osteria a Faverzano. Nel 1892, in seguito ad un affare immobiliare, si trasferì a Cignano dove rilevò un’attività di pizzicagnolo, con osteria annessa, dagli eredi di Francesco Scotuzzi che a sua volta l’aveva acquistata nel 1858.

Le ricerche però ci rivelano che nel 1805 lo stesso edificio ospitava già un’attività commerciale, come si evince dal catasto napoleonico che riporta la dicitura “casa d’affitto con bottega”.

Ma andando ancora più indietro arriviamo nel 17° secolo, al tempo della Repubblica di Venezia. Dal catasto della Serenissima si scopre che nel 1641, quasi quattro secoli fa, la porzione dell’immobile era classificata come “caneva (cantina) del castello”, quasi sicuramente un’osteria. La cosa interessante è la presenza di una cantina per uso del castello, tuttora esistente, e utilizzata ancor oggi come deposito del negozio.

Ritornando al bisnonno Enrico, egli condusse l’osteria fino alla sua morte, sopraggiunta nel 1919. L’attività venne quindi rilevata dal figlio Alessandro, appena tornato dalla Grande Guerra. Insieme alla moglie Angela, che di fatto prese in mano le redini del negozio, potenziò l’attività con la vendita dei gelati, l’introduzione del dopolavoro e del gioco delle bocce nel cortile interno.

Nel 1928, per incrementare ulteriormente l’attività commerciale, venne deciso di abbattere il portico costruito alla fine dell’ottocento e costruire in suo luogo, sempre in aderenza al vecchio edificio, un nuovo volume a due piani, dove viene trasferita la bottega. In seguito a questa importante riorganizzazione strutturale, furono potenziati i settori dei tessuti e della merceria.

I mobili per arredare la nuova sede – bancone, scrivania, un grosso scaffale e altre vetrinette – furono acquistati da un negozio di Manerbio che da poco aveva cessato l’attività, e sono tuttora presenti nella bottega. Da quella data, gli interni del negozio non hanno subito significative variazioni.

Giovanni Cavazzoni, “storico negozio”, Acrilico su tela (40 x 70) cm, 2013 – collezione privata

Nel 1951 Alessandro Tomasini ottiene l’integrazione della licenza aggiungendo alle categorie merceria e stoffe quella di “bazar”, includendo in bazar giocattoli, cancelleria, bigiotteria, terraglia, ombrelli, saponette, cosmetici, ciabatte, colori in polvere, articoli casalinghi (scope, borse, sporte) e profumeria. Come si diceva all’inizio, un vero e proprio emporio.

Nel 1953, a soli 53 anni, morì Angela Pancera, moglie di Alessandro, per tutti “la Sandra”, vera anima dell’attività commerciale. Da quel momento, pur rimanendo intestata ad Alessandro, subentrano nella conduzione pratica i figli Orsolina ed Enrico che nel corso degli anni inserirono nella bottega ulteriori tipologie di prodotti fra cui giocattoli, cartoleria e libri scolastici.

Enrico Tomasini morì nel 1984, a soli 61 anni. Gli eredi decisero di intestare la merceria alla moglie del defunto, Maria Monfardini che la condusse fino al 2012, quando cedette l’attività ai figli Carla e Alessandro che tuttora gestiscono la bottega.

Nella sua trentennale gestione Maria potenziò ulteriormente il negozio aggiungendo i giornali, l’edicola e il lotto. I cambiamenti sociali e commerciali di questi ultimi decenni, soprattutto il proliferare dei centri commerciali, hanno costretto a chiudere centinaia di negozi e botteghe dei piccoli paesi. Era quasi un passo obbligato quello di ampliare la gamma di prodotti offerti al pubblico per poter sopravvivere. E in questo la signora Maria è stata molto brava e tempestiva. Basti sapere che durante gli anni ’80 e ’90 anche le mercerie di Faverzano e di Offlaga, chiusero i battenti. La merceria Tomasini, da allora è rimasta l’unica sull’intero territorio comunale.

 

Questa perseveranza e lungimiranza alla fine è stata premiata. Grande la soddisfazione quando ad ottobre dello scorso anno “L’Antica bottega Tomasini” è stata premiata come negozio storico” della Lombardia, in quanto vanta oltre 50 anni di attività, presenta attrezzature e arredi tipici originali, ed è collocata nel centro storico.

La cerimonia di premiazione si è svolta presso la Regione Lombardia dove l’assessore al Commercio, Alessandro Mattinzoli, ha consegnato ad Alessandro Tomasini l’attestato di “negozio storico”. L’evento è stato aperto dal presidente della Regione Attilio Fontana che ha salutato e applaudito le 132 attività lombarde presenti, di cui 12 bresciane, nove come “attività storiche” e tre come “negozi storici”.

Un plauso anche da parte nostra per una storia secolare e un augurio che l’attività possa proseguire per altri innumerevoli decenni.

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Silvano Treccani
Nato a Leno nel 1964 lavora presso Cassa Padana Bcc dal 1995. Le sue grandi passioni sono la musica, il cinema, la lettura e la corsa podistica. Rigorosamente in quest'ordine. E guai a cambiarlo.

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