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Brescia. Con 20.254 voti i cittadini bresciani hanno eletto l’antico organo Antegnati – Serassi del Duomo Vecchio di Brescia a loro “Luogo del Cuore”, segnalato nel censimento dei luoghi italiani da non dimenticare promosso dal FAI nel 2014.

Una mobilitazione appassionata da parte dei cittadini e sostenuta dalla Delegazione FAI di Brescia che ha consentito all’organo di posizionarsi al dodicesimo posto della classifica nazionale dei beni più amati. Grazie al risultato conseguito, la parrocchia della Cattedrale della Diocesi di Brescia; ente proprietario, ha potuto accedere a un contributo economico de “I Luoghi del Cuore” per avviare l’intervento di restauro dell’organo.

Così sono iniziati i lavori di smontaggio dell’organo Antegnati – Serassi che sanciscono l’inizio del recupero del prezioso strumento, ricostruito nel 1824 – 1832 dalla celebre ditta Fratelli Serassi di Bergamo, col riutilizzo integrale di tutto il materiale fonico del precedente strumento realizzato da Gian Giacomo Antegnati di Brescia nel 1536 – 1537.

Le note delle canne del più antico organo Antegnati hanno accompagnato le liturgie, la fede, ma anche la storia e le vicende della città per cinque secoli, con una melodia unica e inimitabile, perché ogni organo ha la sua personale musicalità, seppur usciti dalla stessa pregiata bottega artigiana dell’organaro Gian Giacomo Antegnati.

Sotto la supervisione della Soprintendenza competente lo strumento sarà completamente restaurato a cura della Ditta Mascioni di Azzio (VA). Particolare attenzione verrà posta al canneggio, circa 1.300 canne, in quanto parzialmente attaccato, in modo grave, dal cancro dello stagno. Il restauro rappresenterà l’occasione per approfondire la conoscenza della consistenza dell’organo e condurre una ricerca scientifica sulla vicenda costruttiva dello strumento e di tutte le sue parti.

Un accurato restauro sarà dedicato anche alla monumentale cassa lignea e delle due cantorie, oggi attaccate dal tarlo del legno e ormai private dell’originale cromia, splendido esempio di impianto rinascimentale, opera del bolognese Battista Piantavigna da Bologna, le cui ante dipinte dal Romanino nel 1540 sono conservate nel Duomo Nuovo. Altro intervento previsto va a consolidare e mettere in sicurezza le strutture murarie, la sala mantici e i locali adiacenti l’organo.

I contributi stanziati dalla CEI e dal progetto “I Luoghi del Cuore” consentiranno di realizzare il restauro conservativo dell’antico strumento e del palco monumentale e delle relative balaustre, che costituiscono un importante apparato architettonico dell’area presbiteriale e absidale del Duomo Vecchio. Un’ampia campagna di raccolta fondi avviata da anni dall’Associazione “Amici dell’organo” consentirà il recupero complessivo dell’opera tanto amata dai cittadini bresciani.

L’organo del Duomo Vecchio di Brescia venne ricostruito dai Fratelli Serassi nel 1826 utilizzando quasi interamente il materiale fonico del preesistente organo cinquecentesco di Giovanni Giacomo Antegnati. L’inaugurazione ebbe luogo nel 1538, il collaudo finale, con lode, nel 1540. Gli organi Antegnati erano famosi per la loro qualità: «Organi così ben lavorati che non da mano di homo, ma da natura creati paiono». Nel 1589 Costanzo Antegnati specificò che «l’organo ch’ora si suona nel nostro Domo è stimato uno de’ migliori e più famosi ch’oggi si sentino in tutta Italia».

L’Organo di 12 piedi contava solo dodici registri; la disposizione fonica del 1536 venne puntualmente descritta, settantadue anni più tardi, da Costanzo Antegnati ne L’Arte Organica (1608). Dotato di una splendida cassa costruita dal bolognese Battista Piantavigna nel 1537 ed abbellita con le splendide ante di Girolamo Romanino.

Lo strumento non giunge a noi nella sua integrità: oltre a registrare uno stato di degrado ligneo, è noto che le ante d’organo, dopo essere state asportate in data imprecisata, si trovano ora nel Duomo Nuovo. All’inizio del secolo XIX, dopo un ampliamento di Luigi Amati (1826) «per rendere più grande e più completo all’uso moderno il celebre ed antico organo della Cattedrale di questa Città», si approntò un contratto di ricostruzione affidato alla rinomata ditta dei Fratelli Serassi, con esplicita clausola di mantenere il pregiato canneggio Antegnati.

L’avvio dell’intervento è reso possibile grazie a: finanziamento di 51.338 euro stanziato dalla CEI nell’ambito dei fondi derivanti dall’8xmille. Contributo di 10.000 euro messo a disposizione da FAI – Fondo Ambiente Italiano e Intesa Sanpaolo nell’ambito dell’iniziativa “I Luoghi del Cuore”. Contributo di 10.000 euro erogato dal Capitolo della Cattedrale di Brescia e alla collaborazione del Comune di Brescia.

Ma la strada è ancora lunga da percorrere per arrivare alla copertura della spesa complessiva di 260.000 euro prevista. Per questo la delegazione FAI di Brescia, gli Amici dell’organo, la CEI, la Diocesi, il Comune di Brescia e gli altri enti coinvolti continuano la loro opera di raccolta fondi.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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