Uno stemma plurisecolare. La tradizione del maggiore nosocomio bresciano ne attesta una caratteristica espressione peculiare. Una simbologia rappresentativa di quella missione costitutiva che, all’andare del tempo, resiste nella sua allusiva pertinenza identitaria locale, fino ad accompagnare lo sviluppo dell’ospedale che è visivamente preposto a rappresentare.

Fra le pagine illustrate del libro di Marcello Zane, dal titolo “Il “Civile” di Brescia mezzosecolo, l’argomento è didascalicamente trattato, mediante il concomitante apporto esplicativo di una riproduzione fotografica del medesimo manufatto, evocativo della correlata specificazione di “Lo stemma degli Spedali Civili di Brescia: una colomba e un ramoscello d’ulivo sono da oltre cinque secoli il simbolo del nosocomio cittadino”.

L’antico emblema degli Spedali Civili di Brescia si profila, pure, attraverso gli avvicendamenti gestionali dell’ente stesso, attraverso i risvolti istituzionali dell’evoluzione, nella forma dell’odierna azienda socio sanitaria territoriale, della pregressa azienda ospedaliera, interessata al formale provvedimento regionale che ne ha complessivamente rimodulato, insieme alla denominazione, la formula organizzativa di un accresciuto suo mandato sanitario e sociale.

Stemma Spedali Civili BresciaSe, questo stemma, alla grafica della subentrata carta intestata ospedaliera, pare abbia ora lasciato spazio ad una omologata dicitura che, in linea ad altre pubbliche strutture sanitarie lombarde ne ricalca, insieme al logo regionale, la rispettiva modalità grafica rappresentativa della propria realtà operativa istituzionale, non di meno, l’interessante portata storica, identificativa di tale vetusta simbologia figurativa, seguita a meritare l’attenzione di una corrispondente analisi interpretativa.

E’ per merito della dott.ssa Chiara Benedetti che tale ideazione araldica, già di riferimento alle quattrocentesche prerogative ospedaliere cittadine, ha avuto una rinverdita visibilità argomentativa, per mezzo di una particolareggiata analisi divulgativa della storia degli Spedali Civili, diffusa in stampa nel mese di marzo 2016, nell’ambito della puntuale edizione del periodico del medesimo ente socio-sanitario dove l’autrice di questa ricerca è la bibliotecaria, fornendo, nel medesimo scritto, un autorevole pronunciamento sullo stemma vigente che sembra concorrere a rappresentare l’unificazione di più carismi ed esperienze.

“(…) Se i nomi dell’Ospedale cambiarono nei secoli, non fu così per il simbolo che fu sempre rappresentato da una colomba, dalla sigla MIA (significante Misericordia) e da due ceppi (UU) raffiguranti manette di prigionieri a sottolineare uno dei compiti dell’Ospedale, ovvero l’assistenza ai carcerati. “Le pezze araldiche dello stemma sono specchio della storia dell’Ospedale… l’Ospedale di S. Spirito (colomba) si fonde con quello di S. Maria della Misericordia (MIA) che incorporano poco dopo anche l’ospedale di S. Luca (libro del Vangelo). Nel 1452 si inaugura l’Ospedale Grande che li assorbe tutti. I ceppi: l’Ospedale aiuta gli imprigionati per debiti e riscatta i prigionieri”. La colomba con le zampe posate su un libro (probabilmente le sacre scritture) porta nel becco un ramoscello d’ulivo. In una lapide, datata 1464 e conservata presso i Musei Civici di Brescia, oltre alla colomba, a MIA e ai due ceppi appare anche la sigla (Iesus Hominum Salvator = Gesù Redentore degli Uomini)”.

pontegatello stemma spedali civili
Pontegatello – Stemma Spedali Civili

Esorbitando dalla sede prima occupata, in centro, e di quella, invece, attuale degli Spedali Civili, situata a nord della città, la citazione, proposta dalla dott.ssa Chiara Benedetti, consente, fra l’altro, di appurare la presenza di questa composita consistenza araldica ospedaliera, riscontrabile anche nel territorio bresciano e pure al di fuori dello stesso, ancora attingendo dalla fonte documentaristica da lei qui esaminata, risalente al 1916, quando era stata pubblicata con il titolo “L’Archivio dell’Ospedale di Brescia. Notizia e Inventario”, nel modo in cui tale opera era stata redatta da Giuseppe Bonelli, funzionario del locale Archivio di Stato: “Egli, più avanti, cita la presenza dello stemma in possedimenti dell’Ospedale: “Monumento riguardevole per ampiezza di scollatura e per antichità, la lapide murata sul fronte del castello di Pontegatello. L’arma vi era dupla, cioè abbinata con altro scudo, ora completamente scalpellato d’ogni figura. Se la supposizione è probabile che questo secondo sia stato distrutto sotto la Rivoluzione, riesce forse concessa anche l’induzione che in esso fosse sculta l’impresa dei Rovedi, gli antichi feudatari del luogo, e come tale non abbia meritato presso i lapicida emissari quel rispetto che salvò l’impresa dell’ospizio: però, nel capo qui è anche una piccola croce, la colomba è crestata e la leggenda corre sotto i ceppi”. Anche in altre proprietà dell’Ospedale si trova il simbolo ospedaliero: un dipinto policromo sempre a Pontegatello o, ad esempio, sulla facciata della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Azzano Mella e sulla Chiesa Parrocchiale di Garda, sulla sponda veronese del Lago”.

Con la sua ideale carica valoriale, rappresentativa di un’inesausta progressione del sovvenire a tutto un insieme di esemplificative necessità, correlate alla precarietà della vita, questo stemma pare proporzionare, nella storia bresciana, quella perdurante prospettiva che mantiene alta la speranza alimentata dai principi rivolti a coniugare l’umanità ferita con il qualificato riscontro degli interventi e dei servizi che sono pure dispensatori di un’opportunità di solidarietà effettiva, similmente all’operoso lavoro di una sensibilità culturale che, nel restituire, anche in questo caso, un’interessante materia di riflessione edificante, rianima antichi documenti, per il tramite di un oculato e di un sapiente obiettivo divulgativo e di utile condivisione esperienziale ad esso confacente.