Drizzona (Cremona) – Come ogni anno dalla scomparsa del maestro e pedagogista Mario Lodi, questo è il quarto anniversario, la Casa delle Arti e del Gioco, da lui stessa fondata, dedica al suo ricordo una giornata d’incontro per riflettere sulla sua esperienza educativa, parlare di scuola oggi pensando all’insegnamento del maestro e guardando al futuro.

Sabato 10 marzo, alle ore 11.00, si terrà la tavola rotonda intorno al libroL’arte dello scrivere. Incontro fra Mario Lodi e don Lorenzo Milani“.
Due grandi maestri uguali e diversi, come uguali e diversi erano i loro alunni. Il ritrovamento di alcune lettere inedite, scambiate tra Barbiana e il Vho di Piadena nel 1963. Alcuni testimoni autorevoli. Sono questi gli ingredienti che rendono interessante il libro ”L’arte dello scrivere” che ricostruisce il breve ma intenso dialogo fra i due maestri, mette in luce i diversi approcci pedagogici e le affinità di una “scrittura collettiva” che sa essere attuale anche oggi.

Ne parlano insieme:

  • Cosetta Lodi, curatrice del libro;
  • Francesco Tonucci, pedagogista CNR, scrittore e curatore del libro, che interverrà in video;
  • Elisabetta Cremaschi, libera docente di “Pedagogia delle Narrazioni” e giornalista;
  • Sandro Lagomarsini, parroco di Cassego – Varese Ligure, scrittore e giornalista pubblicista.

L’incontro rientra nel progettoArte e scrittura del bambino nella scuola di Mario Lodi“.


Mario Lodi nasce nel 1922 a Piadena (Cremona) e si diploma maestro all’Istituto magistrale di Cremona nel 1940. Già da studente si ribella alle manifestazioni per la guerra organizzate dai fascisti: da quel “no” verrà la presa di coscienza che lo porterà poi, dopo la guerra, all’impegno pedagogico per una scuola nuova in una società democratica. Durante la guerra subisce il carcere per motivi politici.

Nel 1948 è nominato maestro di ruolo a S. Giovanni in Croce (Cremona), dove scopre le capacità creative dei bambini e la sua incapacità di maestro formato dall’Istituto magistrale a svilupparle e organizzarle nel lavoro scolastico con una metodologia coerente.

La vita di Mario Lodi ha interpretato culturalmente la ricostruzione dell’Italia post-guerra, ne ha segnato i momenti più alti di riflessione sulla pedagogia e il mondo della scuola e dei bambini attraverso un impegno concreto e quotidiano.

E’ proprio nel contatto quotidiano con i bambini, con la loro osservazione partecipe che Mario Lodi ridisegna il valore della scuola, ne cambia aspetti e metodologia. Si deve a questa esperienza e alle successive elaborazioni se anche in Italia si fa strada la consapevolezza che il bambino è portatore di una vera e propria cultura che una società civile deve saper accogliere e rispettare.

Con questo sito Mario Lodi ha voluto valorizzare le esperienze innovative attraverso il nuovo linguaggio dei nostri tempi. Ha fondato l’Associazione culturale Casa delle Arti e del Gioco, che si propone di promuovere la formazione degli insegnanti e dei cittadini che si dedicano alla educazione democratica fondata sui valori della Costituzione italiana, di valorizzare e sviluppare le capacità espressive, creative e logiche dei bambini e degli adulti e di divulgare il pensiero padagogico e la metodologia didattica di Mario Lodi.

Mario Lodi intervistato da Popolis.it nel 2011:

2 Commenti

  1. Sono uno dei ragazzi di Mario Lodi, che ho avuto al Vhò come insegnante, dalla terza alla quinta elementare (che non feci tempo a terminare per trasferimento di lavoro di mio padre). Trasferito il 2 Gennaio 1960 in provincia di Varese(Cassano Magnago) , dove ormai 71enne vivo. Intorno al 2000 ho scoperto che il maestro aveva dato alla stampa Cipì. Ai miei nopotini ( figli dell’unica figlia che vive vicino a Portogruaro, Venezia) , lo trttavano alla quarta elementare, come fonte di insegnamento; quel Cipì che io credevo dimenticato nel fondo di qualche cassetto. Quando dissi ai nipoti che uno dei ragazzi di Mario Lodi era il loro nonno; lo dissero all’insegnante di Italiano, che volle conoscermi e spiegare agli alunni, chi era Mario Lodi e come era nato Cipì nei bambini di allora sotto la guida del maestro. Nel 2009 feci visita al maestro, abbiamo ripercorso quei felici momenti. La felicità di avere conosciuto un grande uomo rimarrà sempre in me.

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