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Brescia – In queste opere dell’artista romana Anna Celani, l’informatica, la fotografia e la pittura con colori in acrilico costituiscono, fra l’altro, quella riuscita sintesi espressiva che, in un eclettico approccio compositivo, condensano, nel rispettivo manufatto realizzato, la funzionale versatilità di un’ispirazione personale interagente con quelle molteplici potenzialità d’indagine che sono significative di un ampio assortimento d’intuizione, scandita per immagine.

Ottava mostra, riscontrabile nell’apprezzato insieme dell’accurata serie delle manifestazioni espositive inserite nell’annuale programma di analoghe iniziative, caratteristicamente denominato “Arte in Villa”, per il periodo 2015 e 2016, questa affascinante attrattiva è sperimentabile mediante una visita, liberamente possibile, dalle 10 alle ore 22 di ogni giorno, fino al 18 luglio, a “Villa Fenaroli” di Rezzato.

L’appuntamento con questa qualificata artista, alla sua prima mostra personale in terra bresciana, è per la regia dell’Associazione “Arte e Cultura – Ars Vivendi” di Brescia, rappresentata da Ugo Nappi, per la cura di Rosa Lardelli del medesimo sodalizio organizzatore, unitamente al patrocinio sia dell ‘Associazione Artisti Bresciani (Aab) che del Comune di Rezzato, profilandosi pure in collaborazione con “Life Video Foto” di Brescia.

Oltre alla menzionata curatrice, nell’ambito dell’attesa manifestazione inaugurale della mostra, la folta platea del pubblico convenuto ha avuto modo d’indugiare sulla diretta visione delle opere allestite, anche grazie ai riferimenti espressi nel merito dagli applauditi interventi dell’assessore ai Servizi sociali di Rezzato, dott.ssa Silvana Archetti, della prof.ssa Marta Mai, critica d’arte e docente presso l’Università Cattolica di Brescia, del dott. Dino Santina, presidente dell’Aab e di Luigi Mazzoleni, fotografo e critico cinematografico, preceduti dalle considerazioni introduttive espresse da Ugo Nappi e conclusi con un pronunciamento dell’autrice medesima.

Come significativamente attesta una puntuale nota informativa, divulgata dall’Associazione “Arte e Cultura – Ars Vivendi” in relazione alla stimata protagonista della mostra, l’artista “ha sviluppato l’amore per l’arte figurativa fin da bambina. Dalla produzione di opere pittoriche realizzate nella tecnica dell’acquerello e nell’uso dei colori ad olio, prosegue la sua ricerca espressiva nella sperimentazione fotografica, sviluppando una tecnica mista: immagine / pittura / computer grafica”.

Opera_Anna_Celani_1A proposito di questa funzionale intersettorialità induttiva di opere realizzate in una feconda dimensione creativa, mediante l’incontenibile carisma di una fervida sensibilità percettiva, la dott.ssa Silvana Archetti ha accostato questi elogiati lavori artistici alla differenziata realtà sociale a motivo della congenialità verso gli stessi da parte delle rispettive modalità difformi di coesistenza in un medesimo vivere organizzato che, a sua volta, potrebbe pure prendere spunto dagli stessi raggiunti miraggi figurativi, per indirizzarsi verso un esempio di armonia, instauratasi in molteplici e concordi elementi costitutivi.

La prof.ssa Marta Mai, nell’evidenziare, fra l’altro, l’efficacia delle “inquadrature e dei colpi di luce”, rilevate in alcuni amabili particolari ricorrenti nei medesimi manufatti, ha condiviso con i presenti le impressioni in lei suscitate dall’attenta osservazione delle opere esposte nelle quali ha anche inteso cogliere l’incombere dei segni recanti l’eco vertiginosa e frenetica dell’odierno correre appresso alle innumerevoli sollecitazioni tipiche dei nostri giorni che sembrano poter essere simbolicamente rappresentate da alcuni aspetti apprezzabili nell’insieme delle rispettive tele dove, però, questi hanno pure modo di amalgamarsi attorno ad una preponderante pacatezza di serena conciliazione fra le diversità d’accenti che vi sono afferenti.

Sul fronte di una temporalità stemperata in una silloge di peculiari momenti, significativi, per la portata stessa implicita ai loro medesimi caratteri evanescenti, della fuggevolezza correlata all’impatto contestuale rispetto a quanto di essi permane nell’attribuzione personale di tratti contraddistinguenti, il dott. Dino Santina ha sottolineato quella “capacità di cogliere l’attimo” che l’artista romana interpreta nell’interazione con una vasta gamma di ispirazioni fattibili di evocare, oltre l’immagine, altrettante inflessioni intercettate sul fluire metaforicamente melodico delle immagini stesse, accompagnate a corrispondenti stati d’animo ed impressioni.

Concetti che, in parte, si riconducono anche a quanto, fra l’altro, è stato spiegato durante l’inaugurazione da parte di Luigi Mazzoleni, il cui intervento ha posto pure attenzione alla scelta del titolo della mostra stessa, ovvero “Intueor – guardare dentro”, nell’esplicita allusione formulata a favore della prerogativa strategicamente attribuita al ruolo di un’introspezione del tutto soggettiva per ciò che, di volta in volta, attiene un’appagante contemplazione delle opere presenti nell’esposizione, attraverso una proposta che, riguardo l’arte di Anna Celani, risulta esemplificativo mezzo d’analisi ricognitiva.

Opere delle quali un interessante pieghevole, predisposto in occasione della mostra, nel promuovere l’invito implicito ad “Entrare – dentro con lo sguardo, parole non scritte, ma illustrate”, ne documenta capillarmente l’effettiva presenza nell’allestimento che attende il visitatore nell’antica sala d’aspetto di “Villa Fenaroli” dove ha sede l’esposizione, grazie alla collaborazione della direzione dell’esclusiva struttura ricettiva, rappresentata, durante la manifestazione inaugurale della mostra medesima, da Giuseppe Zappia.

Opera_Anna_Celani_2Attribuite a questa iniziativa espositiva che, come da calendario, dalla primavera procede nell’estate mediante la propria durata complessiva, sono le “opere su tela pittorica tecnica mista”, dal titolo: ”Zero Gravity” (tela 70 x 100), “Karenina” (foto) (tela 70 x 100), “Il silenzio” (tela 70 x 100), “Cogito” (tela 70 x 100), “Luna” (tela 70 x 100), “L’urlo” (tela 70 x 100), “Freedom” (tela 70 x 100), “Energy” (tela 50 x 75), “Doctrina” (tela 70 x 100), “De rerum natura” (tela 70 x 100), “Setticlavio” (altra foto) (tela 70 x 100), “Crisalide” (tela 70 x 100), “Polifonia” (tela 70 x 100),”Wrath” (tela 70 x 100), “War” (tela 70 x 100), “Cybernetic dream” (tela 70 x 100), “Fata Morgana” (tela 70 x 100), “Farfalla” (tela 70 x 100), “Gymnopedie” (tela 70 x 100), “Sogno” (tela 70 x 100), “Intueaor” (tela 70 x 100) e “Ladyhawke” (tela 70 x 100).

A corollario di questo pratica pubblicazione illustrata, funzionale ad una facile individuazione delle opere costituenti l’ossatura espressiva della composita figurazione rappresentata nella mostra, Luigi Mazzoleni scrive, fra l’altro: “Nessuno sa cosa accadrà nei prossimi minuti, nemmeno Anna: di fatto la sua immediatezza nella creatività la distingue per la capacità di trasformare in modo fantastico lo stimolo sensoriale ricevuto, senza porsi il perchè, in funzione del fatto che qualcosa sia accaduto in passato e abbia creato emozioni tali da non credere che non esistano più. In virtù dello stato coscienza del cervello attivo, è degna di nota, per molteplici creazioni che fanno di lei un’artista. L’immagine sostituisce la parola poiché l’opera è il suo pensiero che si trasforma in vibrazione. Le opere si pronunciano con facilità, colmando gli spazi vuoti che si rinnovano”.

Anche alla luce di questa lettura non è un caso che, nel medesimo pieghevole della mostra, abbia una visibilità maggiore la riproduzione fotografica dell’opera “Intueor” della quale una didascalica nota critica, pubblicata in italiano, in inglese ed in spagnolo, pone al centro dell’attenzione l’ideazione emblematicamente scelta a complessiva rappresentazione della medesima esposizione, legata alla possibilità che il fruitore delle rispettive opere presentate abbia a riconoscere sé stesso per il riscontro che dalle stesse promana, per vie spontanee e misteriose, nei termini di un’emozione, quale apparentamento interiore di una frazione della propria esistenza, impressione viva o latente di una relativa specificità potenzialmente calzante una instauratasi condivisione.

Disponibile nella mostra anche un chiaro pannello di presentazione, significativo di un supporto informativo per il contestuale svelamento di alcuni particolari salienti che, sul posto, si manifestano direttamente mediante la prospettiva dei manufatti esposti, verso i quali anche un nutrito insieme di esponenti del panorama artistico e culturale ne ha sottoscritto i termini della corale inaugurazione, rappresentativa pure, fra gli altri, della partecipazione in tal senso, ad esempio, delle note ed apprezzate personalità creative dei bresciani Remo Bresciani e Sergio Isonni.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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