Brescia – Con il patrocinio dell’Aab (Associazione Artisti Bresciani) e del Comune di Rezzato, l’Associazione Arte e Cultura Ars Vivendi di Brescia propone l’allestimento della mostra personale del pittore cremonese Beppe Verani, come quinto appuntamento stilato, in ordine di tempo, nel calendario delle proprie interessanti proposte espositive di cui quest’evento ne sancisce il pronunciamento lungo tutto quel mese che il 2015 assegna al suo stagionale assortimento, stemperato fra l’incipiente primavera e l’ormai evanescente inverno.

Dal primo al trentuno marzo, “Villa Fenaroli” di Rezzato, offre l’opportunità per una visita libera e gratuita rivolta alle affascinanti opere pittoriche esposte dall’artista Beppe Verani, grazie alla regia organizzativa dell’iniziativa espositiva, interpretata da Rosa Lardelli, curatrice della mostra e responsabile culturale del qualificato sodalizio bresciano “Arte e Cultura Ars Vivendi”, presieduto da Ugo Nappi, in un obiettivo concertato con la disponibilità della direzione della locale e prestigiosa sede ricettiva.

Mentre era in corso, in altri ambienti dell’edificio, la concomitante edizione fieristica di una rassegna merceologica ispirata al benessere, a condurre il filo narrante del discorso inaugurale, funzionale a presentare l’artista nella sua composita produzione personale, sono stati rispettivamente Agostino Garda e Gianluigi Colombi, nel contesto di una riuscita manifestazione culturale, proporzionatasi agli efficaci termini costitutivi di una attenta partecipazione plurale e congeniale ad un sentito svelamento sostanziale della proposta dei dipinti esposti che sono quotidianamente a disposizione della curiosità e della percezione soggettiva dei visitatori, dalle ore 10 alle ore 22.

Opera mostra Beppe Verani_1L’ubicazione della mostra è in quell’ambiente riservato che il pubblico incontra, varcando le eleganti architetture neoclassiche di Villa Fenaroli, attraverso l’accesso principale da cui si procede poi a sinistra, giungendo nell’affrescata sala d’aspetto sotto le cui antiche pitture di stampo mitologico, stese sul soffitto, si esplica l’attraente circuito espositivo delle opere pittoriche di Beppe Verani.

Artista che riconduce la sua apprezzata vocazione verso l’arte alla propria età giovanile, durante la quale ha spontaneamente iniziato ad approcciarsi a quelle tecniche compositive che, dopo il fecondo corso degli anni d’applicazione, intervenuti in molteplici contesti di ispirazione, ed in seguito al raggiungimento di risultati lusinghieri riconosciutigli in materia, anche nell’ambito di esposizioni permanenti, pure presso galleristi stranieri, esprime attraverso l’esemplificazione contenutistica di questa mostra, mediante un significativo insieme di vari dipinti, per lo più recenti, che sono emblematicamente contraddistinti dal ricorrere di caratteristici stilemi espressivi, attorno ai quali appaiono fedelmente avvinti.

Elementi percepibili nell’accattivante dinamica di cromie decise, stemperate su particolari individuazioni artistiche, risolte nella fantasmagorica sintesi di specifiche soluzioni stilistiche, che sono, fra l’altro, ravvisabili nelle opere in acrilico ed in olio su tela, accompagnate dai rispettivi titoli evocativi di “Il muro dell’orto”, “L’ombra sottile”, “Velature d’acqua”, “Solitudine”, “La stanza della luna”, “Era un appuntamento”, “La gara è finita”, “Nella stanza di Arianna”, “Il tuo amuleto di mare”, “Giocando con il rosso” e “Visita al museo” dalle dimensioni importanti, solitamente ricorrenti in spaziature di un metro, per lato, e poco più o, in altri casi, poco meno.

Sergio Isonni, noto ed affermato giornalista radiotelevisivo, Rosangela Zipponi, presidente della “Associazione Amici dell’Arte” di Lumezzane, Ilario Mutti presidente della “Associazione Rezzato Arte & Cultura”, Emilio Tresse esponente della “Associazione Amici delle Pieve di Urago Mella”, Pierangelo Arbosti, direttore della scuola d’arte della “Associazione Artisti Bresciani”, unitamente a vari interpreti del panorama artistico bresciano, come, fra gli altri, Laura Zani e Sergio Benedettini, hanno personalmente contribuito a dare un ulteriore spessore alla manifestazione inaugurale nella quale una folta partecipazione della terra di appartenenza dell’autore ha sancito, all’esordio della mostra, il riscontro di un’eloquente e fraterna corrispondenza e di una rimarchevole attestazione.

Opera mostra Beppe Verani_2Quella terra pianeggiante d’oltre Oglio, rispetto alla sponda bresciana di questo lungo fiume camuno, che collima particolarmente, in questo caso, con Soncino e con Soresina, rispettivamente località di residenza e di nascita di Beppe Verani, dalle quali sono giunti a “Villa Fenaroli” parecchi estimatori, fra i quali, oltre al giornalista ed all’amico Gianluigi Colombi, anche la parlamentare della Lega Nord, Silvana Andreina Comaroli, l’assessore alla cultura di Soncino, Fabio Fabemoli ed i suoi omologhi delle precedenti amministrazioni comunali, Giovanni Desse e Sara Ghidelli, mentre della giunta attualmente in carica era presente l’assessore al Bilancio, Giuseppe Lanzanova, ed in riferimento, invece, a legami di stima intessuti dall’autore in un diverso altrove, si è distinto, anche attraverso un breve, ma significativo intervento, il veronese Carlo Rigoni, giornalista e promotore culturale.

In relazione al suo modo di “essere attento indagatore delle trasformazioni cromatiche che avvengono sulla terra, quali orizzonti di spazialità” ha, fra l’altro, riferito Agostino Garda, nel corso del suo applaudito contributo di riflessione espresso innanzi alle opere in esposizione, spiegando pure che l’azione del pittore pare concentrarsi su piccoli oggetti che danno emozione, secondo un “equilibrio ineccepibile, attraverso un bilanciamento formale” in grado di esprimere un’armoniosa “capacità di ricomposizione nella molteplicità”, in modo che, sotto certi aspetti, sembra che si possa parlare di “realtà che si fa pittura e pittura che si fa realtà”.
“Opere di una forte potenza evocativa”, le tele di Beppe Verani sembrano porsi anche su quell’orizzonte contemplativo in cui appaiono come “agglomerato di memorie che stimolano le nostre memorie”, secondo effetti costituitivi che, a loro volta, emergono grazie ad una sinergia compositiva sviluppata fra “causalità e casualità”, nella quale il disegno ed il colore ricompongono la loro possibile diatriba stilistica, attinente cioè la loro naturale formulazione, relativa al tratto espressivo ed al vigore cromatico attuativo, secondo quella riuscita e sapiente sperimentazione tecnica che, a detta dell’autore, tende, nei suoi più recenti lavori, al minimalismo.

Tra gli aspetti colti a lettura delle opere in mostra, Agostino Garda ha pure sottolineato la “visione metaforica dei particolari”, manifestata dall’artista cremonese in “una pittura di sostanza, accompagnata da una tecnica robusta e funzionale a dare valore alle piccole cose” assurte a pertinenze pregnanti di quei manufatti nei quali, anche secondo il pensiero del giornalista Gianluigi Colombi, si delinea la “capacità di raccontare con semplicità e raffinatezza” i contenuti trattati, in omaggio alla voglia di vivere e secondo una varietà d’azione destinata, in un dipinto, a poter offrire sempre nuovi elementi di riscoperta e di sorprendente rivelazione espressiva.