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Gardone Val Trompia (Brescia) – E’ stata inaugurata da pochi giorni la mostra “Raccontare Beppi“, allestita in un storico locale in Piazza Garibaldi, e promossa dall’associazione Officina Culturale Triumplina. L’intento della mostra, che rimarrà aperta fino al 21 gennaio, è quello di illustrare lungo un percorso artistico specifico le fasi e gli argomenti della pittura dell’artista. A curare la personale il critico d’arte Roberto Consolandi, che si è occupato della scelta delle opere e del catalogo.

Una mostra che per la Valtrompia significa togliere un velo di mistero ad un artista a tutto tondo. Pastori, Carbonai contadini armaioli minatori , ma anche angoli di Gardone, Inzino, Magno o scorci di paesaggi alpestri locali, alternati a stagioni nevose o primavere assolate che il tempo ha ormai dimenticato o inglobato nelle moderne vestigia del progresso, tutto questo rivive con serena dolcezza e pacatezza nelle opere del gardonese Beppi Mino.

Beppi Mino nasce a Gardone il 13 marzo 1913, e muore il 29 giugno del 2017 a Soliera (Modena) in casa della figlia. Fin da bambino manifesta inclinazione per il disegno e la pittura con spiccata versatilità tecnica, apprende i rudimenti dell’arte affreschiva da Andrea Piardi 1889-1970, compie poi la sua formazione a Brescia sotto i fratelli Tita e Giuseppe Mozzoni che svolgono attività presso la cittadina scuola d’arte Moretto.

Ebbe occasione di osservare all’opera altri pittori quali Gaetano Cresseri, Eliodoro Coccoli, Eligio Agriconi, Giuseppe Trainini, Pietro Galanti, dedicandosi allo studio degli artisti rinascimentali (Savoldo, Romanino, Moretto) traendone lezioni di disegno efficacia di linguaggio artistico-popolare, luce e atmosfere.

Amico di pittori suoi contemporanei (Giuseppe Bergomi, Augusto Ghelfi, Oscar di Prata, Ottorino Garosio), manifesta pienamente la sua creatività. La figura umana, l’iconografia sacra, gli scorci più caratteristici degli antichi borghi della Valle Trompia, le figure legate al lavori ed alle attività della tradizione, unite a fiori o paesaggi in tutte le stagioni interpretati come se fossero essi stessi personaggi.

Fin dagli ultimi anni della sua esistenza, ha continuato a lavorare al cavalletto, raccomandando il più grande rispetto per il patrimonio storico e artistico e per ogni traccia del passato che fosse espressione significativa della nostra identità culturale, da tutelare e trasmettere con passione ai giovani.

L’iniziativa è patrocinata dalla Città di Gardone Valtrompia e dalla Comunità Montana di Valtrompia, con il sostegno di Fondazione Comunità Bresciana, Fondo Genesi, Associazioni di volontariato e diverse aziende sostenitrici, tra le quali Cassa Padana Bcc.

La mostra sarà aperta nei fine settimana con la possibilità di visite guidate.

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